Appello, chiesti 8 anni per Giambalvo. Era stato assolto in primo grado

CASTELVETRANO – Chiesti dalla corte di appello 8 anni di carcere per Calogero Giambalvo, ex consigliere comunale di Castelvetrano, accusato di essere tra i favoreggiatori del boss latitante Matteo Messina Denaro. Il politico e imprenditore era stato arrestato nel 2014 nell’ambito del blitz “Eden 2” e poi assolto dai giudici di primo grado. Giambalvo tornò quindi a sedere in consiglio comunale, ma poco dopo il Comune di Castelvetrano venne sciolto per infiltrazioni mafiose. Il sostituto pg Carlo Marzella, che aveva ottenuto la riapertura dell’istruttoria dibattimentale, ha chiesto adesso ai giudici della quarta sezione penale della Corte d’Appello di Palermo una condanna a 8 anni. “Le ulteriori attivita’ istruttorie – ha detto il magistrato durante la requisitoria – consentono di ritenere provata la partecipazione alla famiglia di Castelvetrano”.

Giambalvo era stato intercettato mentre diceva che “pronto a rischiare trent’anni di galera” per nascondere Messina Denaro, ma anche di essere disposto ad uccidere il figlio dell’allora collaboratore di giustizia Lorenzo Cimarosa. Elementi che però non convinsero i giudici di primo grado che lo hanno assolto nel 2015. Adesso nel lungo atto di accusa è stato ricostruito il “metodo mafioso” adottato da Giambalvo in ben tre campagne elettorali: le regionali del 2012, le amministrative di Castelvetrano dello stesso anno e quelle di Campobello di Mazara del 2014.

“Rapporti con esponenti politici di rilievo, come Paolo Ruggirello, con cui Giambalvo ha progettato la realizzazione di un self service nel parco archeologico di Selinunte, in sinergia con l’allora sindaco di Castelvetrano, Felice Errante. Quest’ultimo sarebbe dovuto essere uno dei controllori occulti dell’iniziativa, assieme all’onorevole Ruggirello”, ha detto il pg Marzella. Tra gli elementi ricostruiti anche il coinvolgimento dell’ex consigliere comunale castelvetranese nella tentata estorsione nei confronti di Nicolo’ Clemente, storico componente del clan di Messina Denaro. Per questo episodio Lillo Giambalvo e’ gia’ stato condannato dal Tribunale di Trapani a sei anni e sei mesi di reclusione.