Ancora arresti per l’eolico

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    Cinque persone finiscono in manette. Le accuse: tentata concussione, emissione e utilizzo di fatture false e corruzione. Cinque gli arresti per l’operazione della guardia di finanza denominata Broken Wings che ha coinvolto anche la Provincia di Trapani. Le indagini riguardano infatti un gruppo imprenditoriale di Alcamo che da anni opera nel campo delle rinnovabili. Grazie al pagamento di mazzetta, l’azienda avrebbe beneficiato di agevolazioni per la costruzione di parchi eolici. Questi i nomi degli arrestati: Alberto Adamo, Vito Nicastri, Francesco Nuccio, Vincenzo Nuccio, Claudio Sapienza.

     

    Torna di nuovo dunque nelle indagini giudiziarie sull’eolico Vito Nicastri, di Alcamo.

     

    Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo e condotte dal gruppo Tutela spesa pubblica del Nucleo di polizia tributaria, hanno riguardato un gruppo imprenditoriale con sede ad Alcamo e operante da anni nel settore delle energie rinnovabili in Sicilia. L’azienda avrebbe beneficiato, grazie al pagamento di ‘mazzette’, di illecite agevolazioni nella realizzazione di imponenti parchi eolici. Tra gli arrestati un noto imprenditore del settore e un funzionario pubblico in pensione. In cella è finito Vito Nicastri, uno dei più grossi imprenditori del settore degli impianti eolici che era già stato oggetto di indagini nel 2010 quando gli erano stati sequestrati beni per un valore di 1,5 miliardi di euro.

    Anche in quel caso Nicastri, che è ritenuto dagli inquirenti in contatto con il boss latitante Matteo Messina Denaro, era accusato di avere ottenuto illecitamente contributi per la realizzazione di impianti eolici.

     

    Il 10 novembre del 2009 Nicastri fu tra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Avellino che portò al sequestro, fra l’altro, di sette parchi eolici e dodici società nell’ambito di un’indagine per truffa organizzata per percepire contributi pubblici per la realizzazione di parchi eolici. Nove delle società sequestrate avevano sede ad Avellino, le altre tre in Sicilia.