Alcamo-Voto di scambio, niente associazione a delinquere per ex consigliere

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L’ex consigliere comunale di Alcamo Antonio Nicolosi e l’alcamese Giuseppe Milana sono stati definitivamente assolti dall’accusa di “associazione a delinquere” nell’ambito del processo al voto di scambio alle elezioni amministrative del 2012 ad Alcamo. La Cassazione, che si è pronunciata a seguito del ricorso presentato dal pm Franco Belvisi della Procura di Trapani dal momento che già in primo grado i due erano stati assolti da questa accusa, ha emesso sentenza sostenendo il “non luogo a procedere”. Entro 90 giorni poi saranno depositate le motivazioni. Per Nicolosi e Milana, difesi dall’avvocato Vito Di Graziano, è stato necessario il ricorso per Cassazione dal momento che sono gli unici imputati in questo troncone del processo che non hanno fatto ricorso al rito abbreviato. Allo stesso modo il pm Belvisi ha anche presentato ricorso, però in appello, per gli altri 5 imputati che sempre in primo grado erano stati assolti da questa accusa di associazione a delinquere. Ma questa volta dovrà pronunciarsi l’appello, all’udienza già fissata per il prossimo settembre, in quanto si tratta di imputati che hanno invece richiesto il rito abbreviato, usufruendo quinto dello sconto di pena di un terzo. Per tutti e 7 comunque proseguirà il processo per il reato di voto scambio, accusa questa per la quale in primo grado i 5 che hanno richiesto il rito abbreviato sono stati tutti condannati: l’ex senatore Nino Papania e il suo braccio destro Massimiliano Ciccia hanno avuto inflitti 8 mesi, mentre Giuseppe Bambina, Giuseppe Galbo e Filippo Renda hanno avuto tra i 4 e gli 8 mesi; Nicolosi e Milana, non avendo richiesto il rito abbreviato, attendono ancora la sentenza di primo grado dopo il rinvio a giudizio. La Procura avrebbe appurato un sistema politico, posto in essere dall’entourage a sostegno del sindaco Sebastiano Bonventre, che aveva lo scopo di portare voti allo stesso ex primo cittadino che si è dimesso dalla carica nel giugno del 2015, per la sua elezione che avvenne con appena 39 voti di scarto rispetto al suo antagonista, il candidato di Abc Niclo Solina. I 7 protagonisti della vicenda giudiziaria, secondo la ricostruzione dei fatti, avrebbero posto in essere un sistema tale “al fine di ottenere a vantaggio del candidato sindaco Bonventre e delle 5 liste allo stesso collegate il voto elettorale, promettendo persino alimenti destinati agli indigenti attraverso il banco delle opere di carità”.