Alcamo, vendemmia agli sgoccioli. Buona qualità e quantità, un giro da venti milioni

Ancora pochi giorni per la conclusione delle operazioni di vendemmia, l’evento economico più importante per la città di Alcamo, che coinvolge famiglie e centinaia di persone. Dagli introiti gira l’intera economia di una città in cui gli agricoltori sono da secoli maestri nell’arte di coltivare le vigne. Il giro di affari delle tre cantine del territorio San Francesco di Paola, Fiumefreddo e Sant’Antonio è di circa 20-25 milioni di euro.

Per un ammasso complessivo di circa 600 mila quintali. Per l’annata 2021 si aggira sui 550 mila. “Qualità medio alta- dice Aldo Vaccaro, presidente dell’a Sant’Antonio-. Buona anche la quantità, un 5-10 per cento in meno rispetto allo scorso anno. Temevamo di più a causa delle altissime temperature che hanno caratterizzato questa estate”. La Sant’Antonio è quella che più ha puntato sull’imbottigliamento ed oggi esporta in Inghilterra Grillo e Nero d’Avola e in Francia il Cataratto e Nero d’Avola”.

Intanto le tre cantine dell’Alcamese hanno fissato le anticipazioni: trenta euro al quintale base 20 gradi. Prima la vendemmia verde poi dal 13 agosto sono entrate nel vivo le operazioni di vendemmia. “Quest’anno i nostri silos erano vuoti perché non si sono registrate giacenze- afferma Giuseppe De Luca presidente della San Francesco di Paola- perché il vino sfuso è stato acquistato da commercianti del Veneto, Lombardia e Piemonte che lo usano per tagliare e rinvigorire gli asfittici vinelli del nord. La San Francesco di Paola è la cantina più antica in funzione. Fondata nel 1964 ha 550 soci.

L’ottanta per cento del vino prodotto e il bianco. Da alcuni anni boom di imbottigliamento con nascita di tante etichette. “Sono nate e scomparse numerose iniziative – dice Antonello Cassarà, imprenditore vitivinicolo. Va rispettata la libertà di impresa ma molti si sono trovati impreparati perché occorrono investimenti, campagne di marketing partecipazioni a fiere”.

Antonello Cassarà ha vinto decine di premi e non solo in Italia per i suoi vini imbottigliati. Oggi la raccolta dell’uva si conclude nel volgere di un mese grazie alle vendemmiatrici meccaniche. Nei piccoli appezzamenti scambio tra parteti e famigliari. Le maggiori difficoltà è stata quella di trovare la mano d’opera a causa del reddito di cittadinanza.

Un vendemmiatore tra paga e contributi costa circa 80 euro. Un tempo nella vendemmia si tuffavano decine di studenti per potersi pagare l’iscrizione all’università e il posto più ambito era quello di lavorare in una cantina.

Quasi nulla la richiesta, da qualche anno, di manodopera di extracomunitari, che a sbarcavano ad Alcamo e molti bivaccavano nelle ville delle piazze Pittore Renda e Repubblica. Il Comune di Alcamo ha predisposto fino ad due anni fa un campo di accoglienza, che ha funzionato anche accanto allo stadio Maroso e alla Pia Opera Pastore. Due negli anni sono state le cantine chiuse: la Saraceno, la più antica e la Paladino.