Alcamo-Rendiconto 2017, tagli a spese correnti con effetto spending review

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I conti del Comune di Alcamo sono sani. Lo certifica il Rendiconto del 2017, che altro non è se non il controllo analitico di incassi e spese del municipio che è stato appena approvato dalla giunta guidata dal sindaco Domenico Surdi. Ad essere stato accertato dai prospetti del pareggio di bilancio il rispetto dei vincoli stabiliti per l’anno 2017, la cui certificazione è stata inviata al ministero dell’economia e delle Finanze. “Si dà atto – scrive la giunta – che sono stati verificati i parametri di deficitarietà strutturale e che l’ente non è strutturalmente deficitario”. Ora il malloppo di documenti, con allegata la relazione di ben 191 pagine, passa all’esame del consiglio comunale che sostanzialmente dovrà prendere atto e votare. In questo contesto si è disposta la variazione di esigibilità a valere sull’esercizio finanziario 2017, provvedendo a cancellare e reimputare agli esercizi in cui risultano esigibili gli impegni e gli accertamenti. Ad essere ovviamente predisposti alcuni documenti contabili di grande importanza come il “Conto del bilancio 2017”, il “Conto economico” e lo “Stato patrimoniale”. Il totale delle entrate, tra stanziamenti e accertamenti, e che riguardano tributi locali e non, entrate per conto terzi e in conto capitale, ammonta a quasi 160 milioni di euro. Tra gli accertamenti di competenza i maggiori introiti si sono registrati con l’Imu, oltre 9 milioni di euro, ed a seguire la tassa sui rifiuti con incasso da circa 8 milioni di euro. Sotto questo aspetto va evidenziato un aspetto importante e cioè che sul fronte dell’evasione comincia finalmente a muoversi qualcosa: il Comune nel 2017 ha introitato dalla vecchia Ici, oggi sostituita dall’Imu, ben 1,3 milioni di euro a fronte di meno della metà rispetto all’anno precedente. I trasferimenti incassati da Regione e Stato sfiorano i 12 milioni di euro, sostanzialmente immutati i proventi dai costi dell’acquedotto e quindi del servizio idrico pari a 2 milioni di euro. Il problema principale però per Alcamo restano le spese correnti, eterno malloppo a cui dover far fronte: sono pari a 33 milioni di euro, comunque in riduzione di 2 milioni di euro rispetto al 2016. La voce con la maggior riduzione è quella relativa a “Servizi istituzionali e generali di gestione”, quindi parliamo di costi interni per il funzionamento degli uffici, i cui costi sono passati dai 13,5 milioni e mezzo del 2016 agli 11,8 del 2017. Allo stesso modo sono diminuiti i costi per “istruzione e diritto al lavoro” (da 1,2 milioni a 1 mln), e per qualche decina di migliaia di euro anche le voci “Turismo”, “Politiche giovanili, sport e tempo libero”, “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”, “Sviluppo economico e competitività” e “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca”. La voce più imponente spese correnti, neanche a dirlo, è quella legata ai costi per gli stipendi del personale: a carico del Comune di circa 14 milioni, imposte e tasse comprese, comunque 2 in meno rispetto all’anno precedente dal momento che nel frattempo ci sono stati diversi pensionamenti.