Alcamo. Prostituzione, si trascrivono le intercettazioni

La nomina di un perito per trascrivere le intercettazioni telefoniche e ambientali. I giudici del tribunale di Trapani hanno accolto la richiesta del pubblico ministero nel processo in corso per un giro di prostituzione ad Alcamo di insospettabili donne. Sono oltre cento le intercettazioni che il perito dovrà trascrivere e che potranno dare un quadro più esatto del giro di escort dell’Alcamo bene. Una vicenda che è venuta a galla dopo che una ragazza di Castellammare portò, oltre un anno e mezzo fa, ai carabinieri i contenuti delle conversazioni, registrate, in un bar di Alcamo Marina dove era stata invitata da una casalinga alcamese a rendersi disponibile per rapporti sessuali, dietro naturalmente compenso. Il tariffario prevedeva costi da 150 a 250 euro, escluso il pagamento della stanza della struttura ricettiva, dove sono avvenuti gli incontri. Quest’ultima spesa era a carico dei clienti, la maggior parte di quali professionisti e imprenditori non solo di Alcamo, ma anche di città vicine come Calatafimi e soprattutto Palermo e di alcuni comuni dell’Agrigentino. La donna, una casalinga alcamese, difesa dall’avvocato Maurizio Lo Presti, è imputata dei reati di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L’avvocato Lo Presti ha presentato opposizione ad una ventina di registrazioni telefoniche perché sprovviste da un decreto autorizzativo del giudice. E se accolte potrebbero alleggerire il quadro accusatorio. Il titolare della struttura ricettiva, (assistito dall’avvocato Vito Galbo), dove si sarebbero consumati rapporti sessuali, deve rispondere di favoreggiamento della prostituzione. Le indagini dei militari partirono nell’agosto dello scorso anno, dopo la denuncia presentata dalla giovane di Castellammare. Indagini portate avanti soprattutto con intercettazioni telefoniche e ambientali. Una cimice venne anche piazzata anche nell’auto della casalinga alcamese.