Alcamo-Operazione Freezer e i Melodia, quella famiglia ai vertici della mafia

0
643

La parola mafia impressa nel proprio Dna. L’ennesima conferma arriva dall’operazione di polizia e squadra mobile di Trapani che, la scorsa notte, ha portato ad Alcamo all’arresto di Ignazio Melodia, u dutturi, e di altri cinque affiliati a cosa nostra locale. Ed è proprio nel Dna della famiglia Melodia che si possono leggere le vicende della mafia alcamese, che proprio nel “dutturi” avrebbe avuto il suo capo dopo che operazioni di polizia e carabinieri in più occasioni hanno smantellato clan alcamesi che negli anziani fratelli Diego e Cola Melodia hanno diretto per diversi anni. Diego e Cola Melodia, che non sarebbero stati più in sintonia come dimostrò l’operazione “Cemento libero”. Gli arresti hanno provocato sbandamenti, ma oggi, sostengono gli inquirenti – a prendere in mano le redini del comando sarebbe stato Ignazio Melodia, che dopo avere scontato 10 anni per l’operazione “Cadice” è tornato in libertà più spavaldo di prima. E questa spavalderia non solo è legata al suo carattere ma sarebbe anche la conseguenza di avere avuto durante la sua “punciuta” un padrino d’eccezione: il superlatitante  Matteo Messina Denaro. In una casa di campagna di Dattilo sarebbe avvenuta la sua investitura, alla presenza di quello che è poi diventato un pentito: Vincenzo Sinacori ex capo del mandamento di Mazara. Il papà Cola e lo zio Diego un tempo fedelissimi di Vincenzo Rimi. Poi la guerra intentata dai corleonesi a Gaetano Badalamenti e quindi anche ai Rimi con la scalata di Vincenzo Milazzo, divenuto capo della mafia alcamese. Milazzo a sua volta “posato” da Totò Riina e poi assassinato nelle campagne di Calatafimi. A quel punto il terreno è sgombro per i Melodia, che prendono in mano il controllo di cosa nostra alcamese. Il capo diventa Nino, fratello di “u dutturi” che sta scontando l’ergastolo. Quasi tutti i componenti della famiglia Melodia hanno conosciuto e conoscono le patrie galere. E secondo gli inquirenti ciò non avrebbe impedito di detenere il comando di cosa nostra alcamese, che  subì un duro colpo nel 1997 con venti arresti durante l’operazione “Cadice”. E tra quella di venti anni fa e quella odierna affiora un filo conduttore. Alcuni personaggi sono gli stessi: spicca “U dutturi” e anche la scelta delle basi operative. La preferenza sembra quella di luoghi dove si commercia in generi alimentari. Ebbene durante le indagini che portarono all’operazione “Cadice” la base di melodia era un magazzino del mattatoio della via Ugo Foscolo, imbottito di cimici e telecamere. Durante il lucroso commercio delle carni si parlava di estorsioni e altro per tenere sempre piene le casse della mafia e garantire un alto tenore di vita ai suoi capi e affiliati, Ignazio Melodia per i summit e gli incontri più delicati aveva scelto il grande frigorifero di un magazzino di ortofrutticoli, credendo di essere lontano da orecchie e occhi indiscreti. Bravi i poliziotti che hanno portato avanti le indagini dell’“Operazione freezer”. I Melodia sono stati fedelissimi dei corleonesi ed entrano di prepotenza in tantissimi gravi fatti di cronaca e di appoggio al clan di appartenenza. Come quando per esempio per diversi mesi gestirono la latitanza di Salvatore Grigoli, che uccise don Pino Puglisi e che prima di essere arrestato trascorse le sue agiate vacanze ad Alcamo e Alcamo Marina. Ora le indagini dovranno ulteriormente stabilire la vastità del fenomeno estorsivo ad Alcamo e chissà se non compaia, come a conclusione dell’“Operazione Cadice” qualche libro mastro con tanto di nomi, cognomi e somme versate. Nel 1997 nel libro mastro figuravano una cinquantina tra imprenditori e professionisti alcamesi, che negarono di avere avuto rapporti con la mafia o versato denaro. Oggi per fortuna qualcosa è cambiato e da diversi anni grazie anche all’Associazione antiracket qualcuno ha iniziato a denunciare. Ma ancora questa strada deve essere intrapresa forse da tanti. E che la mafia sia forte lo dimostra un dato: pochi segnali arrivano dall’esterno sotto forma di intimidazioni di vario genere. Forse con l’operazione di questa notte le denunce ad Alcamo potranno ricevere ulteriore slancio.