Alcamo, nessun lager a Sasi. Animali ben nutriti e in ottima salute: l’ASP smentisce Rizzi

Nessun maltrattamento di animali, nessuna malnutrizione, nessuna precaria situazione di salute. Il sopralluogo di polizia municipale e carabinieri, ma soprattutto l’intervento del veterinario dell’ASP, Vincenzo Vilardi, hanno in parte sconfessato, certamente negli aspetti più gravi, quanto illustrato ieri dal presidente del NOITA Enrico Rizzi e della Lega per il Cane Nino Giorgio. Nessun lager, quindi, ad Alcamo in contrada Sasi nella proprietà dell’ottantasettenne Giacomo Milazzo, al quale nel 2006 vennero sequestrati circa 200 cani perché tenuti in un canile del tutto abusivo.

I controlli, durati ieri alcune ore, hanno comunque appurato condizioni igienico-sanitarie pessime ma l’anziano alcamese, ex macellaio, non sarà denunciato penalmente in quanto non si possono minimamente intravvedere i reati di maltrattamento e malnutrizione di animali. Il veterinario dell’ASP ha comunque disposto il prelievo di tutti i cani a cominciare dalle otto femmine, per sottoporli a sterilizzazione presso il rifugio sanitario di contrada Tre Noci. Poi saranno reimmessi sul territorio ed eventualmente adottati. Molti di questi potrebbero ritornare nella loro zona d contrada Sasi. Milazzo invece potrebbe subire sanzioni amministrative qualora per il sito si configurassero le caratteristiche di stalla e quindi soggetta a diverse autorizzazione.

I bovini e gli agnelli presenti sono comunque regolarmente registrati. Su quest’aspetto il veterinario dell’ASP invierà una dettagliata relazione ai carabinieri e alla magistratura. “L’ambiente è del tutto abbandonato e degradato, in condizioni igieniche praticamente vicinissime allo zero – ha detto Vincenzo Vilardi – ma tutti gli animali, sia i cani che i bovini e gli aneli, sono in perfette condizioni di salute e di nutrizione. Anzi sono anche aldilà della media degli animali”.

Giacomo Milazzo ha anche saputo dare spiegazioni alle forze dell’ordine sulle altre segnalazioni di Rizzi e Giorgio. La carcassa chiusa in un sacchetto di plastica era quella di un cane, investito da un’autovettura, che a breve sarebbe stata seppellita mentre i resti carbonizzati non erano cadaveri di animali bruciati bensì parte dei pasti cotti sul fuoco e andati bruciati. L’uomo, nonostante i suoi 87 anni, fa infatti costantemente fa il giro di macellerie e supermercati per fare rifornimento degli scarti di macellazione per nutrire i suoi cani.