Alcamo-Movida selvaggia, l’appello della Chiesa e l’inchiesta della Procura

 

La situazione di degrado, che nel centro storico di Alcamo a causa della movida selvaggia, ha superato tutti i limiti è stata al centro anche dell’omelia di padre Filippi durante la messa pomeridiana di domenica alla chiesa del Collegio. Il sacerdote ha raccontato ai fedeli quanto si verifica nelle notti del venerdì e sabato in quella che dovrebbe essere la più bella zona della città di Alcamo. Vandalismi di tutti i generi, giovani in preda ai fumi di alcol e droga. Musica sparata all’aperto a tutto volume che ha reso invivibile il quartiere storico di Alcamo. Padre Lipari ha lanciato un forte appello ai genitori, poiché la prima istituzione è la famiglia, affinché vigilino su figli. Lo stesso sacerdote ha auspicato controlli e rispetto delle leggi e regolamenti che tutelano la gente, ma che ad Alcamo sono poco praticati. Nel centro storico operano tante attività, Vanno tutelate quelle che lavorano anche nella direzione di non causare disagi ai residenti, ma vanno adottati eventuali provvedimenti sanzionatori verso coloro i quali superano vari limiti. La chiesa dunque scende in campo per cercare di sensibilizzare famiglie, scuole e istituzioni per mettere un argine ad una deriva che dura ad Alcamo da diversi anni. Quasi inesistenti i controlli eppure leggi e regolamenti impongono paletti per frenare anche la movida selvaggia e per riportare il centro storico: da piazza Ciullo a Piazza della Repubblica. Dal corso VI Aprile a via Mazzini ad essere vivibili. Intanto il Gip del tribunale di Trapani ha accolto la richiesta del pubblico ministero per la proroga delle indagini sulla movida selvaggia di Alcamo. Gli accertamenti sono partiti nel maggio dello scorso anno dopo la denuncia presentata da venti alcamesi residenti nelle vie Porta Stella, Mazzini, Santissimo Salvatore, Amendola, tenente Vito Manno, Sant’Oliva, don Rizzo, Masaniello, Flavio Gioia, Diaz, tenente Francesco Paolo Lucchese, commendatore Navarra etc.. che hanno esposto alla magistratura i problemi che forze dell’ordine e Comune ad Alcamo non sono riusciti a risolvere. Chiedono controlli per prevenire vandalismi, di rispettare le leggi in materia di disturbo della quiete pubblica legata alla musica all’aperto a tutto volume, vietata da leggi e regolamenti. Di frenare gli schiamazzi notturni e combattere il posteggio selvaggio nelle strade vicine a piazza Ciullo che ogni venerdì e sabato impedisce ai residenti di potere accedere liberamente nei propri garage e abitazioni. Nella denuncia alla magistratura chiedono anche di sapere se un Comune può derogare a leggi dello Stato in materia di emissioni sonore all’aperto. I problemi sono arcinoti da anni, ma il sindaco di Alcamo Domenico Surdi ha voluto incontrare una delegazione di residenti, i quali hanno ribadito, qualora ce ne fosse stato bisogno, i drammi e angherie che sono costretti a subire. Chiedono, ancora una volta, che venga ripristinata la legalità in quella zona franca e terra di nessuno che da qualche anno è diventato il centro storico, dove già venerdì scorso gli abitanti delle vie don Rizzo e Porta Stella hanno dovuto, per l’ennesima volta, subire e patire musica all’aperto a tutto volume. Centro storico in abbandono e dopo tanto subire gli abitanti sono decisi anche a rivolgersi al presidente Sergio Mattarella affinché le Istituzioni intervengano con decisione per come accade nelle altre città. Senza andare lontano a Trapani e Palermo o giri di vite: multe, sequestri etc.. hanno prodotto già positivi effetti. E ad Alcamo chi vigila?

Giuseppe Maniscalchi