Alcamo: mensa scolastica, Comune revoca appalto

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Il Comune di Alcamo rescinde il contratto con la ditta che nel corso dell’anno scolastico concluso ha effettuato il servizio mensa nelle scuole dell’obbligo. La decisione scaturisce a seguito delle numerose contestazioni alla qualità del cibo che è stato fornito agli alunni. Per l’esattezza il Comune ha applicato ben 23 penali per mancato rispetto del capitolato d’appalto da parte dell’azienda che si era aggiudicata nell’ottobre del 2013 il bando per la fornitura dei pasti. Un rapporto che tra la ditta di Salemi e soprattutto le mamme dei plessi scolastici serviti non è mai stato idilliaco. Tanto che è stato costituito un comitato mensa alla fine dello scorso anno con l’intenzione proprio di interloquire con l’amministrazione comunale per far presenti i problemi riscontrati nel consumo dei cibi da parte degli alunni. Alle decine di contestazioni ha risposto l’esecutivo guidato dal sindaco Sebastiano Bonventre che ha iniziato ad effettuare dei veri e propri blitz durante la distribuzione dei pasti delle mense nelle varie scuole. Anche l’amministrazione ha quindi constatato tutta una serie di problematiche tra le quali “la qualità dei prodotti forniti”, “l’orario di consegna dei pasti”, “l’igienicità dei contenitori usati per il trasporto dei pasti” e, infine, “la temperatura dei piatti non adeguata al consumo”. Inoltre più volte, secondo quanto attesta il Comune alcamese, si è constatata “l’assenza totale dei prodotti elencati nella documentazione trasmessa dalla ditta a dimostrazione dell’origine biologica, e ciò si è verificato soprattutto presso le cucine dei plessi “Collodi” e “Froebel”, dove , invece, sono state rinvenute derrate non biologiche. Specie a partire da febbraio, da quando cioè si è deciso di attivare controlli più stringenti sulla ditta, sono stati rilevati: il cambio di alcuni prodotti con altri, o con marche diverse o addirittura sostituendo del tutto la tipologia del cibo; l’eccessiva cottura di alcuni piatti; il pesce fornito presentava lische “ben visibili”, quindi con rischi per i bambini che lo ingerivano; la scarsa qualità e quantità di alcuni ingredienti. Addirittura al plesso “Pirandello”, per protesta, un’intera classe ha comunicato l’astensione dal servizio mensa fino a tempo indeterminato. Il comitato mensa ha anche incaricato un legale di fiducia, l’avvocato Fabio Serafino, il quale nel maggio scorso ha anche diffidato il Comune ad attivarsi per “la immediata risoluzione della problematica” chiedendo contestualmente il rimborso della quota pasti corrisposta e riservandosi di chiedere il risarcimento dei danni. Con apposita determina il Settore Servizio Pubblica istruzione ha quindi proceduto alla risoluzione contrattuale dal momento che questa stessa ditta aveva vinto un appalto biennale, quindi avrebbe dovuto riprendere servizio a settembre: “Il comportamento della ditta – sostiene il dirigente Francesco Maniscalchi – ha danneggiato l’immagine e il decoro dell’amministrazione comunale e l’interesse pubblico”. La ditta ha inviato delle controdeduzioni al Comune certificando l’utilizzo di prodotti biologici e di prodotti Dop e Igp pur ammettendo alcuni disservizi. E’ stato contestato al Comune, però, il calo dei fruitori dei pasti mensa. Possibile che si inneschi un duro braccio di ferro e non è nemmeno escluso che la questione possa finire in tribunale.

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