Alcamo Marina, da giovedì le giornate cominciano in contemplazione

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Di Laura Lombardo — Un gruppo di giovani e assidui meditatori affascina da giovedi scorso i villeggianti di Alcamo Marina, offrendo altresì un pretesto per una ricognizione storica delle tecniche contemplative più curiose.

Un evento curioso se non anche affascinante a cui si può assistere alle prime ore post-lucane del giorno, a cavallo delle ore 7, a partire da giovedi scorso, 17 ottobre: un incontro silenziosissimo di giovani — donne e uomini — vestiti per il clima fresco della mattina autunnale, in riva al mare di Alcamo Marina. A fare cosa? Difficile dirlo con certezza. A farlo presente i pochissimi villeggianti rimasti nelle case sulla spiaggia dello stesso litorale che giovedi scorso, affacciatisi dalla terrazza delle loro abitazioni, sono stati colti di sorpresa dalla vista di una decina di persone ferme come statue sulla sabbia, in posizioni curiosissime. All’inizio l’impressione era che fosse in atto un qualche shooting fotografico per una copertina di un film o magari per un nuovo disco musicale. Ma di fatti nessuna telecamera, nè macchina fotografica era nei dintorni — lasciando il pubblico di spettatori ancora più incuriosito e stupefatto. L’indomani e fino a stamattina, il gruppo ha continuato a presentarsi, stesso luogo e stessa ora, e nelle stesse posture. Dalla pace immacolata da cui sembrano avvolti, sembrerebbe adesso più un gruppo di meditazione. Uniti in una missione profonda e intima — ma anche rimossi l’uno dall’altro in una contemplazione dell’infinito individuale e a distanza, senza azione e senza scambio di parole. E se di meditazione si tratta, in effetti, non dovrebbe sorprendere la posizione insolita. In fondo, anche il cristiano Sant’Antonio il grande, dell’impero romano orientale (per distinguerlo dal santo italiano Sant’Antonio di Padova) aveva cominciato una tradizione di tecnica meditativa nel deserto — invece che in spiaggia come questi giovani — incuriosendo anche allora nel 300 D.C. le folle. Molto tempo dopo, anche i musulmani hanno cominciato una tradizione di ancora più curiosa tecnica meditativa, girando vorticosamente in cerchio, ad occhi chiusi. Insomma di qualsiasi cosa si tratti, è proprio quest’immobilismo — nel bel mezzo delle cariddi dell’agire in cui siamo tutti immersi nella vita di tutti i giorni — ad affascinare chi osserva.