Alcamo-Incendio capannone, inquirenti incanalati su una pista

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I carabinieri della compagnia di Alcamo sono su una ben precisa pista dopo il terribile incendio di ieri che ha devastato totalmente il capannone in uso all’associazione culturale Mivas in via Porta Palermo. Secondo quanto filtra da alcune indiscrezioni i vertici della stessa associazione , ascoltati ieri dagli inquirenti, avrebbero dato delle indicazioni che tornerebbero utili ad incanalare le indagini su una ben precisa pista. Ovviamente massimo riserbo su quali siano state le indicazioni date dai componenti dell’associazione ma ciò che è certo è che qualche elemento c’è per provare quantomeno a ricostruire il movente che ha portato qualcuno a mettere in atto un gesto così violento. A complicare le indagini però la mancanza di testimoni diretti, che magari hanno potuto vedere o sentire qualcosa nella notte a cavallo tra lunedì e martedì. Non ci sono nemmeno a disposizione in zone immagini di videosorveglianza: il capannone incendiato così come le vari altre abitazioni che insistono nella zona non sono dotate di occhi elettronici per cui non si può far conto sulla tecnologia. Gli uomini guidati dal capitano Giulio Pisani dovranno quindi affidarsi a tecniche di indagine tradizionali, metodo che oltretutto ai carabinieri della locale Compagnia ha già in passato ha dato i suoi frutti. Nelle prossime ore sarà sentita anche la proprietaria dell’immobile, una donna di 93 anni, suocera dell’ex capo del genio civile di Trapani Giuseppe Pirrello. Quest’ultimo nome noto perchè finito al centro di recenti cronache giudiziarie per un presunto giro di corruzione, nell’ambito di un’operazione della guardia di finanza, e solo recentemente sgravato da ogni misura cautelare dal momento che per ben quattro mesi è rimasto agli arresti domiciliari. Un recente pronunciamento della corte di cassazione ha annullato la decisione del Tribunale della Libertà di Palermo di conferma della restrizione. Sulla base delle indagini i carabinieri continuano a non escludere nulla ma resta sempre quella dell’intimidazione all’associazione la pista più battuta e verosimile. Il raid doloso è stato devastante, i danni ammontano a svariate migliaia di euro ancora in fase di quantificazione e oltretutto la Mivas non risulta essere coperta da alcuna assicurazione contro incendio e furto. Il che significa che chi è entrato in azione lo ha fatto con l’intenzione di radere al suolo tutto. Danni consistenti si sono registrati anche all’immobile che il genio civile, in seguito ad un sopralluogo, ha dichiarato inagibile. In particolare è stato accertato il collasso di una delle travi portanti, così come le pignatte del solaio parzialmente distaccate. All’interno è stato distrutto tutto il materiale scenografico e tanto altro ancora che serviva all’associazione per realizzare i vari spettacoli teatrali. Incenerito anche il furgone che era adibito al trasporto di questo materiale.