Alcamo. Giro di squillo, indagini concluse per due indagati

Ad una casalinga alcamese è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, che in genere precede la richiesta di rinvio a giudizio. I reati ipotizzati per la donna sono quelli di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Per il titolare di una struttura ricettiva, nell’avviso delle conclusioni delle indagini, Il reato per il quale è indagato, è quello di favoreggiamento della prostituzione. Ora gli avvocati potranno presentare o meno ricorso e quindi verrà fissata l’udienza preliminare per l’eventuale rinvio a giudizio. L’attività, messa su da una casalinga avrebbe avuto inizio un anno fa. La donna avrebbe convinto una giovane amica di famiglia a potere avere guadagni facili. Come? Prostituendosi. La giovane donna si fa convincere e inizia la serie di appuntamenti, che nel frattempo coinvolgono altre due insospettabili donne. Ma il “giocattolo” si rompe dopo circa sei mesi, quando l’improvvisata escort si sarebbe rifiutata di versare una quota delle sue prestazioni all’amica che l’aveva convinta ad avere rapporti sessuali a pagamento. Ne sarebbe scaturita una lite e subito dopo la presentazione della denuncia ai carabinieri della compagnia di Alcamo, che avviano le indagini. Vengono utilizzate intercettazioni telefoniche e ambientali e i militari dell’Arma subito si accorgono di quelle linee bollenti con squilli in tutte le ore del giorno e della notte. In poco tempo vengono scoperti una quarantina di clienti. Una ventina sono di Alcamo. Si tratta prevalentemente di professionisti e benestanti, che venivano anche da Palermo, Menfi, Calatafimi-Segesta e dall’Agrigentino. Sono persone informate dei fatti. Non hanno commesso reati, ma potranno essere chiamati a testimoniare. I rapporti rigorosamente a tre sarebbero avvenuti presso una struttura ricettiva. Il costo a prestazione, tra pagamento delle improvvisate escort e il luogo degli incontri, avrebbe sfiorato i 250-300 euro. Sembra che alcuni clienti dopo la notifica dell’avviso di persona informata dei fatti avrebbero chiamato telefonicamente la donna che aveva organizzato il giro, chiedendo spiegazioni e dicendosi preoccupati per le ripercussioni che potrebbero avere in famiglia.