Alcamo-Evasori dalla vita facile: riscossione tasse al lumicino, va peggio con le multe

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Gli evasori continuano a farla franca ad Alcamo. Gli ultimi accertamenti della Corte dei conti lasciano spazio a poche interpretazioni analizzando i numeri del Rendiconto del 2015 e del bilancio di previsione 2016-2018, gli ultimi documenti finanziari che sono stati passati al setaccio dai magistrati contabili: il recupero di Ici ed Imu degli anni pregressi è ferma ad appena l’11 per cento, peggio si riesce a fare addirittura sul fronte di chi non paga le multe con una percentuale di riscossione ferma all’8 per cento. Al municipio alcamese, in poche parole, si continua a fare un’enorme fatica sul fronte delle riscossioni, cosa che ovviamente impedisce anche di garantire una certa liquidità alle casse. Per l’esattezza la Corte dei conti ha evidenziato addirittura la mancata riscossione di entrate accertate relativamente a Cosap e Tosap, il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, nonché la bassa percentuale di riscossione per quanto concerne Ici e Imu che si è fermata all’11,16 per cento, di cui il 50 per cento delle somme riscosse pari a 15 mila euro è destinato alla premialità per la voce “incentivi recupero Ici”, soldi quindi che non rimangono in cassa ma vanno all’ufficio che ha effettuato quest’attività. Sul fronte invece delle sanzioni per violazioni del codice della strada i magistrati contabili hanno constatato che addirittura si è riusciti a far peggio: “Si evidenzia la modesta percentuale di esazione – scrivono – poiché sono stati riscossi solo 113.422,17 euro a fronte di accertamenti per 1,3 milioni di euro con una percentuale dell’8,2 per cento”. Sulla gestione dei residui la percentuale di riscossione è soltanto del 2,3 per cento. Ad avere relazionato rispetto a queste contestazioni la stessa amministrazione comunale, anche se l’attuale governo cittadino non era in carica nel periodo in cui sono stati mossi tali rilievi: “Le somme per Ici, Imu, Cosap e Tosap sono state accertate soprattutto a fine esercizio – si legge -, sicché le riscossioni sono avvenute nell’anno seguente. L’importo di 15 mila euro per incentivi per recupero dell’Ici è calcolato sugli incassi effettuati sia in conto competenza che in conto residui. La mancata riforma del sistema di riscossione coattiva rende molto difficile per gli enti procedere ad una tempestiva esazione delle sanzioni per violazione del codice della strada”. La Corte ha quindi controdedotto sottolineando che il Comune dovrà effettuare le necessarie attività di repressione dell’evasione e della morosità utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento anche mediante il rafforzamento amministrativo ed informatico del settore finanziario ormai nevralgico per la tenuta dei conti: “L’omesso compimento di tali attività – scrivono i magistrati contabili – può eventualmente determinare la responsabilità amministrativa degli organi comunali. L’Amministrazione, inoltre, dovrà adoperarsi per l’aumento della percentuale di riscossione e deve controllare il corretto operato del concessionario”. Nel Dup in via di approvazione, il documento unico di programmazione, l’amministrazione comunale ha tra i suoi obiettivi quello proprio del “potenziamento della riscossione dei tributi”.