Alcamo. Conto alla rovescia per riusare l’acqua di Cannizzaro

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Alcamo sabotati impianti sorgente Cannizzaro 2

Ancora un passo avanti per ripristinare le sorgenti di contrada Cannizzaro in grado di fornire dai 40 ai 45 litri di acqua al secondo, destinata a spegnere la grande sete che da sempre affligge gli alcamesi. Infatti l’Ufficio idrico del comune di Alcamo con un comunicato stampa “rende noto che da stamane la conduttura idrica di Dammusi resterà chiusa per consentire di ultimare i lavori del bypass di Cannizzaro”. Inoltre non verrà sospesa la fornitura dell’acqua delle fontanelle del Bottino, per come precedentemente comunicato, “perché sarà clorata l’acqua proveniente da Montescuro, gestita da Siciliacque”.  Passo avanti nella lunga e tormentata vicenda del ripristino delle sorgenti di contrada Cannizzaro, inutilizzate da circa 5 anni e con un gran ben di dio d’acqua che si è perduta. Col ripristino di Cannizzaro arriveranno dai 40 ai 45 litri al secondo. E’ stata la giunta Bonventre, dopo la chiusura di Cannizzaro a rivolgersi a Siciliacque. La fornitura da Montescuoro, con salatissimi pagamenti: 0,69 centesimi più Iva a metro cubo, doveva servire in casi di emergenza. E’ diventata, invece la regola, perché senza la fornitura di Siciliacque ad Alcamo il prezioso liquido sarebbe arrivato col contagocce. Si avvia dunque a conclusione un iter per riutilizzare Cannizzaro e per potenziare le forniture per la cui redazione del progetto, spesa 2 milioni e mezzo di euro, l’incarico venne conferito ben 16 anni fa. La giunta Bonventre, grazie agli avanzi di amministrazione, avviò la gara d’appalto per la cui aggiudicazione l’Urega impiegò sette mesi poiché erano pervenute circa 200 offerte. Un iter avviato dall’allora commissario comunale Giovanni Arnone. Un iter salvato in extremis il 31 dicembre del 2014 grazie all’intervento deciso dell’ex consigliere comunale Ignazio Caldarella, come riconobbe pubblicamente lo stesso Arnone. Carladella per 82 giorni occupò la sala consiliare per il problema dell’acqua. L’occupazione mise le ali ai piedi dell’allora sindaco Giuseppe Sucameli, che grazie ai suoi buoni rapporti con l’allora capo della Protezione civile, Giuseppe Zamberletti ottenne tutte le autorizzazioni, nonostante l’opposizione del Comune di Partinico, di avere assegnate le sorgenti di Cannizzaro. Dall’appalto di un anno fa all’inizio degli interventi trascorse quasi un anno per la nomina del direttore dei lavori da parte dell’amministrazione in carica.  Facendo una lunga marcia indietro il 24 aprile del 1927 dai rubinetti posti nelle piazze arrivò l’acqua delle sorgenti dello Jato, grazie all’impegno del prefetto Mori. Vennero realizzati in tre anni e a forza di braccia 23 chilometri di conduttura e relative opere per portare l’acqua ad Alcamo. Oggi in tempi di tecnologia avanzata sono trascorsi quasi cinque anni per riutilizzare le sorgenti di Cannizzaro, la cui acqua dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno.