Alcamo-Comune a caccia di giardinieri e tecnici di Manutenzione

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Languono gli operai, quelli che si sporcano le mani e vanno in strada ad Alcamo. Il Comune non possiede queste professionalità, o per lo meno ne ha un numero fin troppo esiguo per il vasto territorio alcamese. La conferma arriva dalla stessa amministrazione comunale guidata dal sindaco Domenico Surdi che punta a stabilizzare tra l’immensa platea di precari in particolare 4 unità.

L’agognato “posto fisso” potrà essere raggiunto soltanto da chi si metterà a disposizione, e ne avrà le competenze, per ricoprire il ruolo di giardiniere, quindi coloro i quali rientrano nella categoria B, e per operatore ai servizi manutentivi, in questo caso riservato a chi fa parte della categoria A.

Queste le uniche disponibilità garantite dal Comune di Alcamo che chiaramente, se da una parte è riuscito a rispettare il patto si stabilità per il 2015 non avendo quindi impedimenti per eventuali assunzioni di personale, deve sempre fare i conti con le casse tutt’altro che floride sul piano finanziario.

“L’avvio di queste procedure di stabilizzazione del personale precario – scrive nella delibera la giunta per ciò che concerne il programma del fabbisogno del personale per il triennio 2016-2018 – può essere fatto nei limiti delle  risorse  assunzionali disponibili secondo  le indicazioni e vincoli di bilancio e dietro selezione pubblica”. Per tutti gli altri precari, 398 in tutto, invece resterà l’eterno limbo della proroga dei contratti, in scadenza al prossimo 31 dicembre, subordinati comunque alla garanzia da parte della Regione che verrà sempre stanziato il co-finanziamento.

Le organizzazioni sindacali, che hanno concertato con l’amministrazione comunale nelle scorse settimane questo programma di fabbisogno del personale, avevano chiaramente chiesto la stabilizzazione per tutti invocando “la decantata discontinuità con il passato”. Era stata anche richiesta l’unificazione dell’orario di lavoro di tutti i precari portandolo ad una “quantità oraria minima ragionevole” secondo le organizzazioni di categoria.

In particolare era stato sollecitato di portare a 18 ore il personale che oggi è impiegato per sole 16 ore, unificandolo quindi al numero orario minimo degli altri precari. Questo, sempre secondo i sindacati, poteva essere fatto sfruttando anche le economie del fondo regionale disciplinato dalla legge regionale 5 del 2014.

Ovviamente tutto questo avrebbe comportato un aumento di spesa per il personale e non ha avuto seguito nella delibera di giunta. L’attuale amministrazione però ha quantomeno garantito tutti: non ha infatti rilevato eccedenze o esuberi: il posto di lavoro per i comunali resta garantito, almeno sino a tutto il 2017.