Alcamo: Comune, 22 dipendenti “promossi”

ALCAMO – 22 dipendenti comunali si ritrovano da un giorno all’altro catapultati da una categoria all’altra. Promossi dalla categoria “A” a quella “B” dopo un ricorso all’ufficio provinciale del lavoro di Trapani. Poco male per il Comune che alla fine concilia e sottoscrive un accordo che, di fatto, promuove i lavoratori ad un nuovo inquadramento giuridico sin da subito ma ottenendo di contro che le somme pregresse alla data di presentazione del ricorso non verranno riconosciute. In poche parole 1-1 e palla al centro. Protagonisti di questo contenzioso giudiziario, che si è chiuso in tempi rapidissimi, 22 dipendenti del 3° Settore “Servizi al cittadino” che da oggi non avranno più un profilo professionale di “operatore servizi ausiliari” ma “operatore socio-assistenziale”. In questo modo significa soprattutto avere riconosciuto un contratto superiore, dalla categoria “A” a quella “B”. Questo riconoscimento è stato sancito con una delibera di giunta che ha quindi dato esecuzione alla conciliazione fatta all’ufficio provinciale del Lavoro di Trapani. Siamo in presenza di dipendenti che offrono le proprie prestazioni nelle scuole materne ed elementari della città. In quest’ottica l’amministrazione comunale ha riconosciuto le loro rivendicazioni: “È indubbio – si legge nella delibera – che presso le scuole elementari ed asili comunali dove prestano servizio le 22 unità che hanno presentato ricorso vi sia il bisogno e necessità di accudire le persone-utenti, neonati, bambini, persone con handicap, trasporto disabili ed altri servizi ancora. E’ altrettanto indubbio che queste mansioni di assistenza e cura alla persona devono essere ascritte alla categoria giuridica B”. Il Comune è arrivato a questa conciliazione riuscendo però a scongiurare possibili danni economici: i dipendenti hanno formulato nell’accordo “rinuncia espressa a qualunque pretesa risarcitoria e monetaria, passata, presente e futura”. Non solo: non ci saranno nemmeno da sostenere maggiori costi da qui in avanti nonostante l’inquadramento nella categoria superiore. In sostanza ci si è accordati anche qui mantenendo invariati gli stipendi: si abbasseranno infatti le ore lavorative sino ad arrivare al tetto massimo dello stipendio sino ad oggi percepito da ogni singolo dipendente. “Nell’accordo sottoscritto – afferma l’assessore al Personale Antonino Manno – è stato stabilito che saranno rimodulati gli orari di lavoro in modo da garantire la stessa efficienza e qualità dei servizi”.