Due aziende vinicole di Marsala premiate a ‘Imprese Vincenti’. Al Vinitaly di Verona presenti 150 marchi siciliani

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Due delle 140 imprese fra le premiate ieri a Milano per la quarta edizione di Impese Vincenti, il programma di Intesa San Paolo per la valorizzazione delle piccole e medie imprese, sono della provincia di Trapani. Si tratta di due imprese legate al vino: la Hts di Marsala che commercializza prodotti biotecnologici, macchine innovative per l’industria ecologica, e Donnafugata l’azienda vitivinicola di Marsala guidata da Josè Rallo e dal fratello Antonio. Ora l’attenzione è puntata sul Vinitaly di Verona, giunto alla 55esima edizione in programma dal 2 al 5 aprile.

Massiccia la presenza delle cantine siciliane che presenteranno 150 marchi. Per l’edizione di quest’anno, dopo le assenze causate dalla pandemia, tornano fra gli stand i buyer di tutto il mondo, compresi cinesi e giapponesi. Presenti rappresentanti di 68 paesi con un aumento del 43 per cento rispetto alla scorsa dizione. Nel padiglione 2 la Sicilia metterà in mostra 150 marchi. Una presenza massiccia per la maggiore vetrina di uno dei settori portanti dell’economia siciliana.

A trainare il vino siciliano il primato nelle coltivazioni biologiche e nell’innovazione legata alla sostenibilità. Sono sempre più numerosi i giovani che si dedicano all’agricoltura in Sicilia portando entusiasmo e novità e creando posti di lavoro. Nel pomeriggio del tre aprile a Veronafiere, la Fondazione SoStain, promossa dal Consorzio di tutela di vini doc Sicilia e Assovini Sicilia, presenta lo sviluppo sostenibile delle cantine siciliane.

A Verona verranno raccontate diverse realtà siciliane. Vinitaly è un salone Internazionale del vino e dei distillati, che si tiene a Verona dal 1967, con cadenza annuale, dove sono presenti anche vini prodotti da imprenditori alcamesi che negli ultimi anni hanno fatto aumentare in maniera vertiginosa le etichette. Intanto è caccia, da parte di finanzieri stranieri e anche di attori, all’acquisto delle più famose aziende vitivinicole italiane soprattutto nel centro-nord d’Italia.

Quindi anche tra i grandi vini italiani, divenuti famosi in tutto il mondo per l’eccellenza nella produzione, alcuni sono diventati esteri. Gli occhi sui vigneti italiani più prestigiosi, i capitali stranieri li hanno messi da tempo. La crescita delle acquisizioni che si sono susseguite negli ultimi tre anni lo testimonia: tra il 2019 e il 2022, fotografa un’analisi di InfoCamere, sono salite da 173 a 209 (+21%) le società di capitale che contano la presenza di un socio estero che, tre volte su quattro, ha in mano il pacchetto di maggioranza assoluto. Perplessità e proteste delle organizzazioni di categoria.