Al via lavori per consolidare le torri di accesso del Castello di Calatubo

Un impegno quotidiano che dura da diversi anni, portato avanti dai componenti dell’associazione “Salviamo il castello di Calatubo”, presieduto da Stefano Catalano e Maria Rimi. E a giorni avranno inizio i lavori di restauro e rifunzionalizzazione del Castello di Calatubo, primo stralcio, per un importo di 276 mila euro, finanziato dal Gal del Golfo di Castellammare.

Il progetto, presentato dal comune di Alcamo, rientra nell’ambito tematico del turismo sostenibile: “Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali” Sostegno a investimenti finalizzati alla creazione, al miglioramento o all’espansione di ogni tipo di infrastrutture su piccola scala, compresi gli investimenti nelle energie rinnovabili e nel risparmio energetico.

Ieri il sopralluogo da parte del tecnico del Comune Ivano Tartamella, dei titolari dell’impresa che si è aggiudicati i lavori e dei responsabili dell’Associazione. Gli interventi non più rinviabili riguardano il consolidamento e restauro delle torri di accesso alla prima coorte. Il Comune ha ottenuto un finanziamento del GAL Golfo di Castellammare, nel dicembre 2020, per il progetto di Restauro e rifunzionalizzazione dell’antico maniero. Il progetto è stato presentato dal comune di Alcamo durante l’estate del 2020, e finanziato  per un importo di oltre 276.000 euro.

Nonostante la segnalazione di continui crolli, soprattutto nella seconda corte che rischia seriamente di essere compromessa e irrecuperabile, i lavori per il restauro non sono ancora partiti. Alcuni mesi fa si sono verificati ennesimi crolli e le due torre del castello, ancora in piedi sono rischio, e quindi si deve procedere con la massima urgenza con il consolidamento. Soprattutto la torre est, cosiddetta “dei colombi” e la più antica di tutte, è seriamente a rischio crolli, così come l’altra ornamentale del lato nord.

Tra l’altro, la recinzione del castello, è stata manomessa da tempo, e chiunque può entrarvi. La fortezza che era di proprietà dei principi Papè di Valdina è stata acquistata dal comune di Alcamo nel 2007 dall’amministrazione Scala. Negli anni il castello, conosciuto dai tanti che  transitano dall’autostrada A29, ha avuto la possibilità di essere ammirato quando era illuminato, prima che i fili di rame venissero rubati e si interrompesse questa visione. La stessa Associazione ha chiesto al Comune un finanziamento di 24 mila euro per scavi archeologici, che non è stato concesso. Grazie all’impegno di volontari garantita la salvaguardia di ciò che resta del castello di Calatubo.