Le immagini di quelle dense colonne di fumo nero sprigionatesi dall’impianto di recupero di rifiuti speciali all’interno di una ditta nel Comune di Mortara, provincia di Pavia, hanno riaperto negli alcamesi una ferita che ancora non si è cicatrizzata. La colonna di fumo nero di Mortara si è espansa e continua ad espandersi per decine di chilometri. Le operazioni di spegnimento dureranno almeno quattro giorni. Il sindaco di questo Comune del Pavese ha invitato i cittadini a tapparsi in casa. A non mangiare verdure mentre anche le scuole rimarranno chiuse. Giustamente la stessa cosa aveva fatto la sera dello scorso 30 luglio il sindaco di Alcamo, Domenico Surdi invitando le persone a stare a casa, a non mangiare certi tipi di prodotti ad usare cautela e lavare bene la frutta. Ad Alcamo il rogo nell’impianto di contrada Citrolo venne domato dopo oltre 36 ore con grande dispiego di uomini e mezzi mentre quella nube nera attraversò buona parte del Trapanese, Palermitano, Valle del Belice arrivando sino a Sciacca. Quelle immagini trasmesse da Mortara hanno provocato ansia e apprensione e la solidarietà degli alcamesi alle persone investite dal fumo nero, sprigionatosi da quella discarica. Un altro incendio ad una discarica di rifiuti speciali. Troppi in Italia per non sollevare tantissimi interrogativi. Ma ad Alcamo oggi l’interrogativo rimane lo stesso: ma è mai possibile che a 38 giorni dal rogo di contrada Citrolo, l’Arpa ancora non trasmette i risultati delle analisi sui terreni per verificare l’eventuale presenza di diossina? Categoricamente esclusa dalla ditta D’Angelo Vincenzo perché “trattava materiale per uso alimentare”. Gli alcamesi, prendono atto di queste affermazioni, ma continuano a domandarsi  perché l’Arpa ancora non fornisce i dati?  Si tratta di analisi complesse ma da noi contattata una ditta privata ci è stato riferito “che loro sono in grado di far conoscere i risultati delle analisi dei terreni al massimo entro dieci giorni lavorativi”. Intanto gli alcamesi attendono risposte chiare e precise per sapere se il rogo ha lasciato tracce che possano intaccare la salute. E il sindaco Domenico Surdi,  continua a manifestare disappunto e a sollecitare l’Arpa di far conoscere i risultati delle analisi sul terreno.

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