Allo Zen le forze dell’ordine non abbassano la guardia. A distanza di pochi giorni da un’analoga operazione, dalle prime luci dell’alba di oggi è in corso un nuovo massiccio intervento di presidio nel quartiere “San Filippo Neri” di Palermo, noto come Zen 1 e Zen 2. Si cercano droga e armi tra i padiglioni — o meglio, i casermoni — della Piana dei Colli, quella che fino al “sacco di Palermo” del 1962, la tristemente nota speculazione edilizia, era una zona fertile e rigogliosa attraversata da corsi d’acqua ai piedi di Monte Pellegrino e Monte Gallo. In campo circa 200 uomini tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, con il supporto di unità cinofile antisabotaggio e antidroga, reparti speciali e mezzi aerei. L’operazione, coordinata dalle diverse forze di polizia, rientra in un piano di controllo sistematico del territorio volto a contrastare il traffico di armi e stupefacenti, verificare la presenza di soggetti sottoposti a misure di prevenzione e accertare eventuali violazioni amministrative o irregolarità nelle attività commerciali.
I controlli aerei, condotti dagli elicotteri che da ore sorvolano la zona, permettono di monitorare dall’alto le aree più sensibili e inviare in tempo reale le immagini alla Sala Operativa della Questura per indirizzare gli interventi sul campo. L’intensificarsi delle operazioni arriva a pochi giorni dall’omicidio di Paolo Taormina, freddato nel cuore dell’Olivella da Gaetano Maranzano, oggi in carcere. Un delitto che ha scosso Palermo e riacceso i riflettori sui rapporti e le tensioni che attraversano i quartieri popolari della città, spingendo le autorità a rafforzare i presidi e a riaffermare la presenza dello Stato nelle aree più fragili.
Un’azione capillare che, come sottolineano gli investigatori, punta non solo a reprimere ma anche a “riconquistare” il territorio: presidiare lo Zen significa riaffermare la legalità in uno dei contesti più difficili di Palermo. Ma la sfida vera, quella che nessun elicottero può sorvegliare dall’alto, resta quella culturale: restituire fiducia, opportunità e senso di appartenenza a un quartiere che da troppo tempo è lasciato ai margini. Lo Stato può presidiare le strade, ma la rinascita dello Zen comincerà davvero solo quando Palermo tornerà a crederci.