“Waterfront”, Amato può tornare a fare l’imprenditore. Annullato il divieto

E’ stata revocato, dal tribunale di Reggio Calabria presieduto dallo stesso giudice che aveva disposto il provvedimento, il divieto all’esercizio dell’attività imprenditoriale nei confronti di Andrea Amato, 61 anni, titolare anche dell’impresa “Amato Costruzioni” che sorge ad Alcamo sulla statale 113, in contrada Vallone Nuccio-Molinello.

L’alcamese aveva subito la misura interdittiva nell’ambito dell’operazione “Waterfont” della Guardi di Finanza di Reggio Calabria che aveva fatto luce su un vasto cartello di aziende responsabili del reato di turbativa d’asta. In pratica gli imprenditori si accordavano su chi dovesse aggiudicarsi la gara al fine di favorire la ‘ndrangheta locale.

Andrea Amato, tirato in ballo per un appalto (non vinto) per la costruzione di un eilporto all’ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena, aveva subito il divieto a svolgere attività imprenditoriali per un anno. Adesso il Gip ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Vincenzo Abate e l’alcamese, dopo il ricorso, è così ritornato nel pieno esercizio delle sue mansioni di imprenditore. Il giudice ha in pratica riconosciuto l’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Rimane però tale il sequestro della “Amato Costruzioni srl” . L’imprenditore e il suo legale attendono il pronunciamento del Tribunale del Riesame.

L’avvocato Abate già al momento dell’ordinanza emessa nell’ambito dell’operazione “Waterfront” aveva sostenuto l’estraneità da ogni addebito e responsabilità sia per il sessantunenne che per la sua ditta. Anzi il legale è certo che non soltanto Andrea Amato vada rapidamente verso l’archiviazione della sua posizione ma che anche la sua impresa possa diventare vittima danneggiata dal reato di turbativa d’asta.