Violenza sessuale e “falsa missione”: confermati 4 anni e mezzo all’ex sacerdote Rugolo

Atti fisici a chiara connotazione sessuale, dissimulati sotto il pretesto di scherzi camerateschi, palpeggiamenti e strategie di manipolazione psicologica. Questo quanto emerso dalla ricostruzione dei fatti che hanno portato alla condanna anche in secondo grado a carico di Giuseppe Rugolo, ex sacerdote originario della diocesi di Piazza Armerina e operante soprattutto a Enna. Tre anni di carcere per violenza sessuale a danno di minori. La Curia, che in primo grado era stata ritenuta responsabile civile, in appello viene esclusa dal processo perché ritenuta solo una sorta di ufficio interno alla diocesi. I giudici di Caltanissetta confermano, quindi quanto già evidenziato dal tribunale di Enna sugli anomali comportamentali di Rugolo contrassegnati da una vera e propria devianza sessuale mascherata da “missione pastorale”. La mole degli accessi a siti porno, oltre 19 mila in soli 9 mesi, serve a confermare l’idea della personalità deviata di Rugolo già confermata dalle prove testimoniali. Confermata dunque l’attendibilità di Antonio Messina, la vittima che ha denunciato il prelato.