È stata dimessa con una prognosi di 15 giorni la donna marsalese aggredita ieri pomeriggio all’interno di uno studio medico di via Finocchiaro Aprile. Dopo una notte in osservazione al “Paolo Borsellino”, la TAC ha escluso danni interni, ma restano lividi, contusioni e un forte stato di shock. L’aggressione, avvenuta intorno alle 17:00 di ieri pomeriggio, ha lasciato attoniti medici e pazienti: un uomo di circa trent’anni, non in cura presso la dottoressa, è entrato nello studio chiedendo di parlarle.
Alla risposta che avrebbe dovuto attendere, è uscito, salvo poi tornare indietro e scagliarsi senza motivo contro una paziente presente nella stanza. L’ha afferrata per le spalle, strattonata e scaraventata a terra, sbattendole ripetutamente la testa contro il pavimento e stringendole le mani al collo. Pronta la reazione dei due uomini anziani che assistevano alla scena increduli ma che con grande sangue freddo, hanno reagito colpendo l’aggressore con una sedia e bloccandolo fino all’arrivo della Polizia.
L’uomo, fermato dagli agenti, sarebbe conosciuto in città e probabilmente soffre da tempo di disturbi mentali. Sconcerto e paura tra i testimoni, che hanno assistito a una scena di violenza improvvisa e inspiegabile. Ferma la condanna dell’Ordine dei Medici di Trapani che ha chiesto al Prefetto più controlli. “Un episodio grave e inaccettabile che impone misure di sicurezza più rigorose nei luoghi di cura, pubblici e privati. Riceviamo sempre più segnalazioni di allarme: i medici lavorano con serenità compromessa. Chiediamo al Prefetto la creazione di una task force con le forze dell’ordine e l’ASP per garantire la sicurezza di medici e pazienti”. Un episodio che, ancora una volta, riporta al centro del dibattito la crescente vulnerabilità di chi ogni giorno lavora — o semplicemente si cura — nei luoghi dedicati alla salute.