Una storia di violenza tra le mura domestiche, l’ennesima, con una tempistica che inchioda alle responsabilità chi la compie. Le indagini del Commissariato di Alcamo fotografano un quadro inequivocabile: per mesi un uomo avrebbe esercitato violenze fisiche, psicologiche e persino sessuali sulla compagna, costringendola a rapporti intimi contro la sua volontà. È da queste condotte che prende forma il provvedimento eseguito proprio il 25 novembre, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La Polizia di Stato ha notificato all’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, la misura del divieto di avvicinamento, richiesta dall’Autorità Giudiziaria al termine di un’attività investigativa articolata. Un atto necessario, ma non risolutivo: la storia recente insegna che questo tipo di provvedimento cautelare non sempre è riuscito a fermare la violenza. La protezione istituzionale è indispensabile, ma il rischio rimane sempre e la vigilanza non è mai troppa. La coincidenza con il 25 novembre non è un elemento simbolico, ma una nota amara: mentre si celebrano le giornate dedicate, le cronache continuano a scandire episodi che mostrano dove realmente si radica la violenza, tra le mura domestiche, nelle mani che dovrebbero carezzare e non violare. Nello stesso giorno, gli agenti hanno accompagnato al carcere di Trapani un altro alcamese pregiudicato, chiamato a scontare una pena definitiva di oltre sette anni per reati commessi nell’arco di un decennio: stupefacenti, truffa, ricettazione, detenzione abusiva di armi, minaccia aggravata. Tra le accuse anche i maltrattamenti in famiglia, ulteriore conferma di un pattern che ritorna. Non una casualità, ma un sistema che produce violenza e la ripete. Il calendario segna una ricorrenza, pagine e pagine di eventi, panchine rosse e fotografie che testimoniano l’impegno sociale di politici e istituzioni. Poi arriva la cronaca, inesorabile: la battaglia non si ferma finché a cambiare non è la cultura di una società che sulla violenza di genere ha costruito le sue fondamenta.