Ad Alcamo, in piena zona residenziale tra scuole e abitazioni, la villetta Don Bosco è tornata a essere un simbolo del degrado. Cancello sbarrato da una catena arrugginita, erbacce alte, palme spezzate, chiosco smontato e sparito. Da giugno scorso, quando il gestore Giuseppe Lombardo ha rinunciato alla concessione per motivi personali, l’area è chiusa e lasciata marcire. E mentre lì accanto c’è un asilo, il rischio di una invasione di insetti e roditori perfettamente a loro agio tra le immondizie e l’incuria cresce ogni giorno. Un paradosso: il luogo è lo stesso che nel 2016 era stato reso più inclusivo grazie all’altalena per disabili donata alla città dal Movimento ABC, con fondi ricavati dalla riduzione volontaria delle indennità dei consiglieri comunali. E lo stesso che nel 2019 Lombardo e la figlia Caterina avevano trasformato in un piccolo gioiello: vasi di fiori colorati, altalene e scivoli per bambini, candele alla citronella anti-zanzare, un area riservata agli amici a quattro zampe e persino un campetto di bocce. Un’oasi urbana che passa a giungla abbandonata e rischia di diventare discarica naturale. Intanto, dall’amministrazione silenzio assoluto. Nessun bando nuovo all’orizzonte, nessuna parola per chi ha creduto e investito in quel progetto. E mentre la villetta affonda nell’incuria, resta aperta anche la questione del parco sub-urbano. Nessuna notizia dei lavori iniziati a febbraio che dovevano concludersi a giugno. Il grande polmone verde che sorge al di sotto del bastione di piazza Bagolino resta ancora inaccessibile.