Vigili del Fuoco, concorso 2017. Consiglio di Stato accoglie ricorso di 35 candidati

Trentacinque giovani del trapanese, in maggioranza alcamesi, che nel 2017 avevano partecipato al concorso per vigili del fuoco e che non si erano visti riconoscere i punteggi di alcuni loro diplomi tecnici, hanno vinto il ricorso e dovranno essere riammessi. Sono stati assistiti dall’avvocato amministrativista Antonio Zimbardi che aveva curato anche il primo ricorso al Tar del Lazio. Anche in quella sede il tribunale amministrativo aveva dato loro ragione ma poi l’ufficio legale dei vigili del fuoco si era opposto all’ultimo giorno utile.

La vicenda legale aveva anche provocato una situazione quasi paradossale: due allievi, un alcamese e un castelvetranese, che
stavano già facendo il corso alle Capannelle, sono stati rispediti a casa. I 35 aspiranti pompieri si sono quindi rivolti al Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso disponendo l’assunzione dei ricorrenti e condannando il ministero dell’interno al pagamento di tutte le spese processuali e alla corresponsione degli stipendi arretrati. Un vigile del fuoco che ha vinto il concorso e partecipa al corso di
preparazione percepisce circa 1.500 euro al mese.

Il concorso del 2017 aveva previsto l’assunzione di 250 vigili del fuoco. Ad alcuni di questi non erano stati riconosciuti i 7 o 8 punti relativi al diploma tecnico che attestava le competenze informatiche acquisite. Qualcosa che fin dall’inizio non aveva convinto Giacomo
Sucameli, funzionario del corpo, che ha tutelato i 35 candidati e si è rivolto allo studio legale di Roma “ProLegis” dell’avvocato Antonio Zimbardi. Gli allievi vigili del fuoco che dopo il ricorso al Tar della Lazio hanno vinto anche quello al Consiglio di Stato, saranno adesso ammessi al nuovo corso di preparazione che prenderà il via il prossimo mese di giugno.