Via Arco Speciale chiusa come via F.sco Renda. Stradine decisive per il traffico

Un’’altra piccola stradina di Alcamo, ma di un’importanza davvero strategica per il deflusso del traffico, è stata chiusa al transito. Da circa 20 giorni l’accesso alla via Arco Speciale, una traversa della via Amendola, è stato transennato e vietato sia al passaggio delle autovetture che dei pedoni. Un balcone pericolante di un’abitazione privata mette seriamente a rischio la pubblica incolumità. Il comandante dei vigili urbani, Giuseppe Fazio, ha firmato l’ordinanza di chiusura e gli operai comunali hanno installato le transenne.

Si tratta di una stradina abbastanza stretta che funge da prolungamento della via Roma e consente di evitare giri dell’oca alle autovetture che si trovano in centro e che devono raggiungere la parte bassa della cittadina e quindi anche le arterie di uscita, la provinciale 55 e l’autostrada A29. Il timore è che adesso i proprietari dell’immobile tardino ad intervenire o, peggio ancora, non intervengano per niente.

Potrebbero quindi ripetersi casi simili che ad Alcamo, negli ultimi tempi, hanno causato presenza di transenne e di restringimenti che restano sulla sede stradale per diversi mesi. E’ il caso della via Francesco renda, nei pressi della scuola Mirabella, altra stradina ma importantissima per il deflusso del traffico e per evitare l’ingolfamento di viale Italia e piazza pittore Renda. Lunga un paio di centinaia di metri, la piccola arteria che collega la via Gaetano Martino con il corso dei Mille, è chiusa al transito dal mese di gennaio. Sette mesi di disagi in attesa che i proprietari rendano sicura una piccola veccia casa pericolante.

Insomma la lentezza della burocrazia comunale è parecchio nota (in altre zone della città transenne, deviazioni e chiusure sono andate avanti per mesi, in alcuni casi anche per ann), ma certamente non condivisibile. La legge, sia per il caso della via Arco Speciale che per la via Francesco Renda, prevede che debbano essere i privati, proprietari di edifici pericolanti, a metterli in sicurezza.

Il comune segnala, sollecita e intima l’intervento. Qualora il privato non dovesse provvedere, il compito spetta all’amministrazione comunale le cui casse da diversi anni, però, non attraversano più una situazione florida. Allora che si fa? Si chiude il transito nelle strade interessate, si pongono cartelli e transenne e si attende che arrivi il miracolo. In attesa, si vanno ad ingolfare ancora di più i nodi nevralgici del traffico cittadino.