Vaccino anticovid. Al via per docenti e personale scolastico

Al via da oggi la prenotazione del vaccino anticovid tramite la piattaforma di Poste Italiane anche per i docenti e il personale scolastico compreso fra 55 e 65 anni, inizialmente escluso in attesa dell’invio delle liste da parte dei ministeri competenti. Si allarga così la platea di chi avrà accesso alla vaccinazione (da 64 mila iniziali a oltre 100 mila) ma restano per ora fuori qualche migliaio di insegnati con più di 65 anni e ancora in servizio nell’Isola. Intanto sale 334.656 il numero di dosi somministrate in Sicilia dal 27 dicembre, con record nell’ultimo fine settimana: sabato sono state inoculate oltre 12 mila dosi.

Al momento la campagna vaccinale è aperta a cinque categorie: operatori sanitari e ospiti delle rsa (per i quali è in corso la somministrazione del richiamo), ultraottantenni, forze dell’ordine e docenti under 65. Per over 80 e personale scolastico c’è la possibilità di prenotarsi tramite la piattaforma. In Sicilia 12mila vaccini al giorno, ma i medici di famiglia restano in panchina. Per i docenti delle scuole private e i presidi che ad oggi non sono inclusi nelle liste fornite dal ministero per le scuole statali, l’assessorato regionale all’Istruzione ha chiesto le liste agli istituti scolastici.

Le vaccinazioni dovrebbero partire da 27 marzo per le scuole private. Intanto restano sulla carta gli appelli al rispetto delle regole: uso delle mascherine, distanziamenti, igiene delle mani ed evitare glia assembramenti. Succede in tutta Italia. A trasgredire sono in particolare giovani dai 20 ai 30 anni. Quella categoria che frequenta pub per tracannare  cascate di alcolici e fumare spinelli. Maxi assembramenti nel tardo pomeriggio di sabato e domenica in piazza Ciullo e piazza della Repubblica di Alcamo.

Qui non è un problema di controlli soltanto, ma l’assoluta mancanza di senso di responsabilità di questi giovani incoscienti e irresponsabili che vanificano i sacrifici fatti dalle persone che rispettano le regole. Le sanzioni sono irrisorie: per i locali chiusura di 5 giorni. Ferma restando la solidarietà a questi operatori commerciali se invitassero gli avventori a rispettare le regole prima usciremmo da questa tragedia collettiva e così potrebbero riprendere le attività. Invece il rischio è che il virus si espanda continuamente. Politici demagoghi per raccogliere voti invocano riaperture che l’indice di contagi non consente e anzi preoccupa perché è in aumento in molte regioni d’Italia.