Vaccinazioni nelle parrocchie, quasi flop. La gente non si fida di AstraZeneca

Poco più di 4.000 dosi sono state inoculate nelle parrocchie siciliane che hanno aderito all’appello della Conferenza Episcopale Siciliana per accogliere l’iniziativa dell’assessorato regionale alla salute. La potenzialità di tutte le chiese che avevano aderito all’accordo avrebbe consentito di vaccinare 50.000 fedeli nei locali parrocchiali dotati, per l’occasione, di staff sanitario e amministrativo.

Via via sono però arrivate le defezioni in quanto un po’ dovunque si è registrato un basso numero di prenotazioni. Così da 500 siti parrocchiali disponibili si è vaccinato, dopo alcuni necessari accorpamenti, in soli 300. Al termine delle operazioni, inoltre, il bilancio è stato poco incoraggiante: le inoculazioni sono state anche al di sotto del già scarso numero di prenotazioni.

Niente quindi trionfalismi ma consapevolezza che qualcosa, nella campagna vaccinale, va probabilmente modificata, a cominciare dalle comunicazioni sul vaccino AsrtraZeneca che si conferma abbastanza temuto dai cittadini. Proprio per questo, probabilmente, è quasi fallito l’appuntamento vaccinale nelle parrocchie siciliane. Un eccesso di paura, sicuramente, ma con qualche fondamento di comprensione.

Come si fa infatti a fidarsi di un farmaco quando è stato modificato, nel corso del tempo, di tutto e di più? Anche il nome e il bugiardino. In Italia il vaccino AstraZeneca era stato dapprima consigliato solo per i pazienti fino ai 55 anni, poi fino ai 65 e poi anche per i più anziani. Diverso, invece, in Germania, dove possono ricevere tale vaccino solo le persone con più di 60 anni, mentre gli individui con meno di 60 anni potranno sottoporsi alla somministrazione solo assumendosene il rischio.