Vaccinazioni nelle farmacie, tutto fermo. Si doveva partire il 15 luglio

In poco più di un mese, nelle regioni in cui è partita la campagna di vaccinazione anti Covid nelle farmacie, sono state somministrate più di 130.000 dosi di vaccino Janssen monodose ad altrettanti ultra. Valle D’Aosta, Lazio, Lombardia, Piemonte, Umbria, Marche, Toscana e Campania hanno avviato le vaccinazioni nelle farmacie che hanno aderito all’iniziativa. In Sicilia, invece, falsa partenza. Anzi la partenza proprio non c’è stata.

Dopo mesi di annunci, accordi con FederFarma, corsi di specializzazione i farmacisti avrebbero dovuto cominciare a vaccinare il 15 luglio scorso ma tutto è stato ancora una volta rinviato. L’accordo firmato dall’assessorato regionale alla Salute con Federfarma Sicilia e Assofarm, prevede che per ogni dose inoculata i farmacisti riceveranno dodici euro, di cui sei come remunerazione aggiuntiva per le spese di trasporto delle fiale, per la gestione delle prenotazioni, per il personale messo in campo, per tutti gli strumenti necessari e per tutti gli altri costi che dovranno sostenere.

L’ok alla partecipazione era arrivato da circa la metà delle oltre 1500 farmacie presenti sull’isola.  I ritardi sembrano essere a carico della Regione ma anche delle Poste, l’azienda che gestisce la piattaforma digitale per le vaccinazioni. Innanzitutto manca ancora l’aggiornamento del sistema per le prenotazioni con l’inserimento delle farmacie fra i luoghi in cui è possibile vaccinarsi. Inoltre l’assessorato regionale alla salute non ha ancora assegnato le quantità ai farmacisti che hanno aderito alla campagna vaccinale.

Ancora da decidere, fra l’altro, se distribuire alle farmacie siciliane il Janssen, come effettuato nelle altre regioni italiane, o il Pfizer piuttosto che il Moderna. Insomma lentezze che fanno da contraltare ad una risalita costante dei contagi nell’isola. Evento che può essere combattuto, secondo gli esperti, con le vaccinazioni.