Utenze alcamesi ex EAS, dopo 12 giorni il Comune riattiva erogazione

Le condizioni della conduttura di Dammusi

Punto e a capo anche se, da stamattina, un paio di contrade hanno rivisto l’acqua. Circa 700 famiglie alcamesi, che risiedono nella periferia nord-ovest della città sono a secco, da circa due settimane non ricevono una goccia d’acqua e, in piena estate e con le temperature elevate, devono affrontare problemi on indifferenti anche per l’igiene personale.

Si tratta delle contrade Magazzinazzi, Scampati, Molinello, Foggia, Catanese, Bosco e Gammara i cui residenti, da almeno un paio danni, devono fare i conti con le vicende fallimentari dell’EAS, l’ex ente acquedotti siciliani. Adesso della gestione della rete se ne sta occupando il comune di Alcamo dopo il finanziamento complessivo del governo Musumeci di 2,3 milioni di euro per 17 Comuni trapanesi. Le somme assegnate agli enti locali per gestire le reti idriche dall’Eas, che è in liquidazione.

Le 700 famiglie, però, sono rimaste ugualmente a secco perché l’assessorato comunale competente ha effettuato una manutenzione straordinaria a due pozzetti. Gli interventi sono stati ultimati e questa mattina, assicurano dal palazzo di città, l’acqua ha ripreso a scorrere dai rubinetti delle famiglie alcamesi servite, in due delle contrade, dalla rete ex EAS.

Si tratta di utenze che erano servite da un pozzo che sorge in territorio castellammarese e che adesso ricevono invece l’erogazioneidi drettamente dalla rete comunale. La vicenda rimane comunque ingarbugliata. La Regione, infatti, assegnerà anticipazioni soltanto nel momento in cui l’Eas dimostrerà di avere ceduto le reti ai comuni. Operazione, questa, che era stata somministrata d’imperio agli enti locali interessati che si erano messi di traverso e rivolti al TAR. Poi, risolto questo spinoso inghippo, per ottenere la ripartizione delle somme occorrerà che i consigli comunali delle città interessate dovranno approvare il piano di rientro delle somme ricevute dalla Regione.