Uccise l’amante incinta di quattro mesi nel 2019. Chiesto l’ergastolo per Borgia

Chiesto l’ergastolo per Antonino Borgia, l’imprenditore di Partinico che nel novembre del 2019 uccise l’amante rumena  con cui aveva una relazione. La donna, Ana Maria Lacramioara 30enne e incinta, venne accoltellata dall’uomo proprio alla pancia e poi finita con un bastone. Così come ha dichiarato lo stesso, reo confesso dell’omicidio. Borgia, sposato e padre di una bambina, non ha tuttavia saputo dare una spiegazione del suo gesto. Il processo in corso davanti alla Corte d’Assise presieduta da Sergio Gulotta, nella prossima udienza prevede l’arringa difensiva. L’omicidio proprio due anni fa ebbe una grande risonanza a livello nazionale. Il procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e il sostituto Chiara Capoluongo, che coordinarono l’indagine, contestarono a Borgia una lunga lista di reati tra cui: omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà, dai futili motivi e dal fatto che la vittima fosse incinta (di quattro mesi, come ha stabilito l’autopsia), il procurato aborto e l’occultamento di cadavere. Accuse che, alla luce delle norme più recenti, hanno impedito all’imputato di fare l’abbreviato e di ottenere eventuali sconti di pena.