Trapani: “Trident Juncture 2015” – esercitazione militare internazionale.

 

Il portavoce al Senato del Movimento 5 stelle, Vincenzo Santangelo, ha presentato un’interrogazione , al Ministro della difesa , sulla prossima esercitazione militare internazionale denominata “Trident Juncture 2015” che si svolgerà a Trapani.

L’esercitazione era stata inizialmente pianificata per il prossimo autunno sull’aeroporto di Decimomannu, in Sardegna; la “Trident Juncture 2015” è una esercitazione che, oltre che in Italia, si svolge in concomitanza in Spagna e Portogallo, con unità terrestri, aeree e navali e con forze speciali di tutti i Paesi Nato; l’esercitazione, il cui spostamento è stato deciso dai vertici dell’Aeronautica militare, vedrà 25.000 partecipanti e come annunciato dalla United States Army Europe, sarà la più grande esercitazione Nato dalla caduta del Muro di Berlino, che dovrà testare le capacità della “Forza di risposta”, il cui ruolo è rispondere a una crisi prima ancora che essa cominci, in altre parole quello della “guerra preventiva”; il grillino teme che l’esercitazione, che vedrà coinvolta la base militare del 37° Stormo dell’Aeronautica Militare di Trapani-Birgi, dove le piste di decollo e atterraggio sono aperte anche al traffico civile aereo del limitrofo scalo “Vincenzo Florio”, possa creare disaggi e pericoli per la collettività Trapanese. Infatti lo stesso aeroporto nel recente passato, per l’intervento in Libia del 2011, ha subito la chiusura con ingenti danni economici causati dalla non operatività dello scalo, e visto che “Trident Juncture 2015” non garantisce, in primis alla società civile, le condizioni di sicurezza nel limitrofo territorio, vista la portata e la complessità delle operazioni militari che vedranno coinvolti oltre 80 velivoli e circa 5.000 militari di varie nazionalità, il penta stellato chiede di sapere se si può rassicurare la società civile del territorio trapanese che le operazioni militari in questione non determineranno condizioni di insicurezza per la popolazione e che non comporteranno la limitazione dell’operatività dello scalo aereo civile del “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi; “Non vorrei che ancora una volta, a distanza di pochi anni, si stia preparando un altro scenario di guerra in Libia come quello del 2011 , ha commentato Santangelo, Non vorrei, continua, che l’economia trapanese, venga messa in ginocchio da una esercitazione militare dalla durata di oltre un mese. Infine non capisco, conclude Santangelo, come si possa investire risorse per addestrarsi alla guerra e non  sul rilancio occupazionale e sulle aziende”.