Un’azienda pubblica senza vertici, un Direttore Generale a fine mandato, un Consiglio di Amministrazione azzerato e decine di lavoratori con il fiato sospeso. Trapani Servizi, la società interamente partecipata dal Comune che gestisce il ciclo dei rifiuti, entra in una fase di profonda e delicata trasformazione. Dal ieri è ufficialmente scaduto l’incarico dell’ingegnere Carlo Guarnotta, Direttore Generale, il cui rinnovo non è stato confermato dall’Amministrazione. Una decisione maturata già il 20 settembre scorso in assemblea dei soci, con una motivazione tanto sintetica quanto perentoria: è venuto meno il “rapporto fiduciario”. A complicare ulteriormente la situazione, le dimissioni in blocco dei due consiglieri di amministrazione, Giovanna Maria Linares e Salvatore Tarantino, che si aggiungono a quelle già presentate dal Presidente Lorenzo Gabriele. Risultato: una società strategica per la città si ritrova di fatto senza governance, in un momento in cui la gestione dei rifiuti resta uno dei nodi più caldi per Trapani e dintorni.
Secondo le indiscrezioni, il sindaco Giacomo Tranchida sarebbe orientato verso la nomina di un Amministratore Unico, figura che avrebbe il compito di garantire la continuità operativa, riorganizzare la macchina interna e, soprattutto, blindare livelli occupazionali e servizi essenziali. Una scelta che segnerebbe un cambio di passo netto, dopo anni di gestione collegiale. Sul fronte sindacale, la scadenza del 30 settembre ha segnato un passaggio cruciale: circa 30 dipendenti “in distacco” erano chiamati a scegliere se transitare definitivamente a Formula Ambiente – la società privata che cura la raccolta differenziata – oppure restare ancorati a Trapani Servizi, rischiando però il licenziamento collettivo. E sarebbero 17 i lavoratori che non hanno firmato l’accordo. Per loro si apre la strada, amara, della mobilità. Il futuro della società si giocherà ora su un doppio tavolo: da una parte la ricostruzione della governance, dall’altra la tenuta occupazionale.