Trapani. Nasce lo “Sportello-lavoro” della Cisl

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Nel 2018 sono state 223 le procedure collettive di licenziamento avviate in 19 aziende per 355 lavoratori coinvolti, a chiedere la Naspi sono stati in 13.011, mentre i licenziamenti individuali avviati da aziende che contano più di 15 dipendenti sono stati 29. Dati forniti dalla Direzione provinciale Lavoro di Trapani riferiti al 2018. La Cisl vuole fare la sua parte assistendo, chi alla ricerca da tempo del lavoro, oppure alle prime mosse perché ha appena terminato il percorso di studi, ha bisogno di saperne di più per orientarsi sulle regole del mercato del lavoro e non solo. Nasce così lo “Sportello lavoro” a Trapani nella sede della Cisl Palermo Trapani di piazza Ciaccio Montalto 27. E’ stato inaugurato ieri alla presenza del segretario generale Cisl Palermo Trapani, Leonardo La Piana e della responsabile del servizio Daniela Di Girolamo. “Lo sportello sarà aperto da lunedì 19 novembre, il lunedì e il giovedì dalle 10 alle 13 e il venerdì dalle 16,30 alle 18,30.  A Trapani il dato di disoccupazione è cresciuto lo scorso anno di due punti percentuali (supera il 20 per cento), dal punto di vista dell’occupazione la città rientra nella fascia tra il 37,5 % e il 46,6%, lontana dai tassi più alti del resto del Paese (fra il 64,2 e il 72,9%) .Soffrono l’edilizia, il commercio, il settore agro-alimentare. Sulle condizioni economiche del tessuto trapanese, La Piana ha aggiunto “la disoccupazione giovanile quasi al 50 per cento la dice lunga sul fatto che stiamo ancora scontando una grave crisi che lascia poche speranze. Ma bisogna agire, ora, partendo da misure che favoriscono la crescita, con un fisco e agevolazioni adeguati per attrarre investimenti”. Non all’assistenzialismo dunque che si verrebbe a creare con il reddito di cittadinanza. Migliaia di operai per una vita hanno lavorato duramente con caldo e pioggia. C’è chi si è rotta la schiena sui campi e chi per fare un esempio ha caricato e scaricato conci di tufo e tanto altro e oggi incassa una magra pensione col  rischio  oggi di vedersi beffato da chi non ha mai lavorato e magari lo Stato, cioè i grillini, gli passeranno una assegno più sostanzioso dei pensionati dei settori commercio, artigianato e altro. Sì agli investimenti per creare posti di lavoro a tempo indeterminato. No all’assistenzialismo e quindi al clientelismo per raccattare voti per come è accaduto da anni in Italia e si rischia di continuare nonostante viene strombazzato, ai quattro venti, il cambiamento.