Trapani, musei e parchi visitabili gratuitamente nel week-end di Pasqua

Tutti i musei, le zone ed i parchi archeologici della Regione siciliana saranno aperti la domenica di Pasqua con accesso gratuito. Mentre il lunedì dell’Angelo sarà garantita l’apertura al pubblico dei siti di maggiore interesse per la fruizione turistica. Lo ha disposto l’assessore regionale ai Beni Culturali Antonio Purpura. Il sito web del dipartimento dei beni culturali è aggiornato con le indicazioni delle disponibilità dei siti visitabili, con gli orari di apertura e le modalità di accesso: www.regione.sicilia.it/beniculturali. I musei, le zone ed i parchi archeologici che saranno aperti il lunedì di Pasquetta sono quelli che hanno registrato nel 2014 un numero di visitatori pari ad oltre il 90% del totale accolto da tutta la rete museale e dei siti archeologici della Regione. In provincia di Trapani saranno aperti: il Parco archeologico di Segesta, quello di Selinunte, il Museo “Lilibeo” a Marsala, il Museo del Satiro a Mazara del Vallo, il Museo Pepoli di Trapani. A questi si aggiunge, per l’appuntamento ormai permanente con la prima domenica del mese, il Castello Grifeo di Partanna (nella foto), dove, alle ore 11:00 di domani, è prevista anche una visita guidata gratuita, curata dal Pam (Prima Archeologia del Mediterraneo). Il castello, il cui edificio risale presumibilmente al XIV secolo, è sede del Museo Regionale di preistoria del Belice. I reperti archeologici esposti, sono provenienti in larga parte, dall’area di Contrada Stretto a seguito delle campagne di scavo, condotte da Sebastiano Tusa a partire dagli anni ’80, e da alcune necropoli del territorio belicino, con tombe a grotticella e a camera, datate media e tarda età del Bronzo. Nel percorso della visita, anche la “Sala delle Armi” o “Sala del Trono” a pianta rettangolare con volta reale e un affresco del XVIII secolo che raffigura il re Ruggero II che sconfigge, nei pressi di Mazara, l’arabo Mokarta durante la liberazione della Sicilia dagli Arabi da parte dei Normanni. Al suo interno è allestita anche una piccola ma pregevole pinacoteca composta da opere provenienti da alcune chiese distrutte in seguito al sisma del 1968 che colpì l’intera valle del Belìce.