Corruzione, falso e atti contrari ai doveri d’ufficio: sono questi i reati al centro di una vasta indagine dei Carabinieri, coordinata dalla Procura di Trapani. Nel mirino c’è un funzionario dell’IACP, Istituto autonomo case popolari di Trapani, accusato di aver aggirato le procedure di legge per la gestione degli alloggi, consentendo a soggetti privi dei requisiti di ottenere o mantenere abitazioni pubbliche. Secondo l’impianto accusatorio, il dipendente – incaricato delle pratiche di regolarizzazione – avrebbe attestato falsamente la legittimità di volture e subentri, pur essendo consapevole dell’inesistenza dei requisiti previsti dalla normativa. In alcuni casi, le pratiche sarebbero state costruite su dichiarazioni non veritiere e attestazioni fittizie, finalizzate a sanare occupazioni abusive o cessioni arbitrarie degli alloggi. Gli investigatori contestano anche episodi di corruzione. Il funzionario avrebbe accettato come compenso cinque litri di olio per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio.
Secondo la Procura, il dipendente avrebbe inoltre suggerito ai cittadini come eludere i controlli, dichiarando di aver effettuato verifiche con esito positivo mai realmente svolte. Gli episodi contestati riguardano immobili situati nei comuni di Trapani, Erice e Santa Ninfa. In più occasioni, sarebbe stata omessa la segnalazione di occupazioni abusive o di cessioni tra privati non consentite dalla legge. Tra i casi più gravi emerge un episodio avvenuto ad Erice: un alloggio popolare sarebbe stato ceduto tra privati per una somma di 5.000 euro e successivamente “regolarizzato” grazie alla documentazione predisposta dal funzionario, consentendo così agli occupanti abusivi di mantenere l’immobile. L’inchiesta, però, non si limita al capitolo sugli alloggi popolari. Gli atti includono un ampio fronte di contestazioni in materia di stupefacenti, che spaziano dalla detenzione ai fini di spaccio alla cessione di cocaina e hashish, fino all’ipotesi di associazione finalizzata al traffico di droga. Un passaggio chiave dell’indagine è fissato per il prossimo 20 gennaio, quando 13 indagati compariranno davanti al gip per gli interrogatori. Nel frattempo, l’IACP di Trapani prende formalmente le distanze. In una nota l’Ente ribadisce di non essere oggetto di indagini né destinatario di atti giudiziari o sequestri.