Trapani, la discussa chiusura del PIF: interrogazioni del M5S

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Dopo il clamore destato dal paventato accorpamento con il porto di Palermo, per adesso scongiurato in attesa di nuove determinazioni da parte del Governo nazionale, il porto di trapani torna sotto i riflettori, questa volta per la chiusura dallo scorso 15 Luglio, del PIF – Posto di Ispezione Frontaliera – nei locali della Stazione Marittima. La questione fu sollevata qualche giorno fa dal Nuovo Consorzio del porto di trapani che lanciò un appello al riguardo. Ora è il Movimento 5 stelle ad intestarsi la causa attraverso il senatore Vincenzo Santangelo e il deputato regionale all’Assemblea della Regione Sicilia Sergio Tancredi, presentando delle interrogazioni ai rispettivi organi istituzionali. La struttura rappresenta un ufficio veterinario periferico del Ministero della Salute riconosciuto ed abilitato, secondo procedure comunitarie, ad effettuare i controlli veterinari su animali vivi, prodotti di origine animale e mangimi provenienti da Paesi terzi e destinati al mercato comunitario o in transito verso altri Paesi con le modalità stabilite dalle direttive comunitarie. Da oltre 20 anni il PIF operava in alcuni locali attrezzati della Stazione Marittima, all’interno del Porto, consentendo un traffico mercantile molto importante legato sia al commercio internazionale del tonno, realizzato con navi portacontainer, sia all’import di variegati prodotti animali provenienti dal Nord Africa. Un punto di riferimento fondamentale per gli imprenditori del settore ma anche per l’intera economia del porto e, dunque, della città e del suo hinterland. La necessità di realizzare una nuova sede in linea con le direttive europee ha spinto alcuni operatori portuali ed imprenditori trapanesi, in sostituzione degli Enti locali interessati, ad investire propri fondi nella realizzazione di nuovi locali presso la banchina Isolella. Una nuova sede che, per convenzione, dovrà essere consegnata ed affidata, in via del tutto gratuita, al Ministero della Salute. La prima data stabilita dal Ministero per il completamento delle opere necessarie alla sua realizzazione è slittata varie volte, fino a quando il ministero “ha ritenuto non più ulteriormente procrastinabile” la data di conclusione dei lavori della nuova struttura e a decorrere dal 15 luglio, ha sospeso l’attività di vigilanza e di controllo veterinario del PIF di Trapani nella vecchia sede, colpendo però l’attività nel momento più delicato, cioè nel passaggio tra la vecchia e la nuova struttura, interrompendo di fatto il traffico delle navi commerciali del pesce, considerando che gli operatori interessati si sarebbero potuti spostare in altri porti nazionali, quali, ad esempio, “il porto di Palermo”. Ora la nuova struttura è pronta alla consegna; mancherebbero solo gli allacci idrici, fognari, elettrici e telefonici che, secondo il Nuovo Consorzio  del Porto Di Trapani, “comunque dovrebbero essere di competenza dell’Ente gestore e, dunque, del Ministero”. Adesso Santangelo ha chiesto al Ministro della Salute competente, “quali siano i motivi per cui si è proceduto a sospendere il servizio del PIF a Trapani piuttosto che prorogare di qualche settimana la vigilanza ed il controllo veterinario nella vecchia struttura, affinché si portassero a termine tutte le opere nella nuova sede” e “quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato per la riapertura immediata del PIF di Trapani nei locali della Stazione Marittima al fine di consentire il trasferimento del servizio nella nuova struttura a tutela degli interessi del Porto di Trapani e delle attività ad esso correlate, salvaguardando lo sviluppo del territorio e a reale garanzia della tutela dei posti di lavoro”.