Insulti, umiliazioni, percosse. Queste le atrocità denunciate da un uomo tetraplegico trapanese, subite dalla badante assunta per prendersi cura delle sue necessità: in una vicenda che getta luce sulle zone d’ombra dell’assistenza domestica. L’uomo, perfettamente capace di intendere e di volere ma impossibilitato a comunicare e ad attendere autonomamente agli atti quotidiani, è stato vittima per mesi di insulti, umiliazioni e violenze fisiche da parte della propria badante.
La Polizia di Stato ha eseguito l’arresto della donna, trentasettenne, sottoposta ora agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico, in esecuzione di ordinanza del GIP di Trapani. Le indagini, coordinate dalla Procura e portate avanti dalla Squadra Mobile, hanno avuto inizio lo scorso agosto. Attraverso attività di monitoraggio e accertamenti, gli investigatori hanno documentato una sequenza di maltrattamenti: dalla violenza verbale con insulti e offese, alle aggressioni fisiche con schiaffi e pugni, fino ad atti di crudeltà come gettare acqua gelida sul corpo dell’uomo o costringerlo a odorare una maglia intrisa della sua urina.
Un quadro che, se confermato, non solo descrive la brutalità delle condotte ma mostra anche il totale squilibrio di potere tra chi ha il dovere di assistere e chi invece dipende completamente dall’assistenza. Un abuso che si consuma nel silenzio delle mura domestiche, dove troppo spesso il dolore resta invisibile. L’episodio pone interrogativi urgenti sulla selezione e sul controllo del personale impiegato nell’assistenza privata, un settore in cui la fiducia è l’unica garanzia e dove i controlli istituzionali restano carenti. È in gioco la dignità delle persone fragili, affidate a chi dovrebbe tutelarle e non umiliarle. La responsabilità penale della donna sarà accertata solo al termine del processo e dopo eventuali sentenze definitive. Ma la cronaca, intanto, mette a nudo una realtà che riguarda tutti: quando la cura si trasforma in violenza, dovrebbe essere l’intero sistema ad assumersi la responsabilità del fallimento nella vigilanza e nella prevenzione.