Trapani, gli addobbi della discordia: Salone denuncia il sindaco

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Terminate le festività non accenna invece a placarsi la polemica sugli allestimenti natalizi predisposti dal Comune di Trapani. Anzi, tutto finisce in procura. Gli addobbi avevano suscitato un certo clamore, forse sopra tutti, l’enorme statua raffigurante un faraone: davvero difficile che potesse passare inosservata, ma non proprio in tema col Natale. Si trattava di vecchie scenografie del Luglio Musicale Trapanese recuperate e destinate a fungere da arredo urbano natalizio. Ma in tanti hanno storto il naso. Gli originali decori non erano piaciuti nemmeno al consigliere comunale di Forza Italia Francesco Salone il quale segnalò per iscritto che, al di là del giudizio estetico, «mancavano dei pareri della Soprintendenza ai Beni culturali oltre alle autorizzazioni relative all’occupazione di suolo pubblico» chiedendone quindi la rimozione immediata diffidando l’amministrazione.

«Gli allestimenti collocati in occasione delle festività natalizie, nei luoghi tra i più significativi del centro storico di Trapani risultano avulsi dal pregevole contesto storico-culturale nonché dissonanti per tematismi prescelti, matericità, dimensioni e cromie» si legge nella nota del 19 dicembre scorso a firma della soprintendente di Trapani, architetto Paola Misuraca, inviata all’amministrazione comunale con l’invito “alla immediata rimozione dei medesimi” ai fini del ripristino del decoro urbano, con l’auspicio, infine che per il futuro simili iniziative possano essere valutate “opportunamente e approfonditamente” con la stessa soprintendenza».

«Ogni altro commento da parte mia – conclude il consigliere Salone – mi sembra superfluo anche se devo constatare e tornare a denunciare che l’amministrazione comunale non solo ha disatteso l’invito alla rimozione immediata dei manufatti da parte della soprintendenza, tant’è che sono rimasti lì dove sono stati collocati per tutto il periodo natalizio (…), ma ancor peggio ha consentito la realizzazione di una specie di suk con teloni e pareti fittizie, allestito presso la piazza mercato del pesce, anche in questo caso in spregio a qualsiasi autorizzazione e a qualsiasi norma e in assoluta dissonanza con la pregevolezza e la storicità dei luoghi». Ora tutta la documentazione, comprensiva delle foto fornite dal consigliere, è finita al vaglio dalla Procura della Repubblica di Trapani.