Trapani, dopo 150 anni riapre il San Rocco

Domani il vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli celebrerà, alle ore 19.00, la messa nel ricostituito oratorio di San Rocco nel centro storico trapanese. L’oratorio è stato ricavato all’ingresso del piano terra tra alcune colonne dell’antica chiesa che si trova ormai totalmente inglobata nel Palazzo di San Rocco, che, a partire dalla fine dell’Ottocento, aveva avuto funzione di Scuola, Ufficio Postale Provinciale, Istituto di Igiene e profilassi, uffici comunali e spazio espositivo per mostre temporanee.
D’ora in poi l’edificio del San Rocco, oltre ad ospitare l’oratorio per il culto e la preghiera, sarà destinato a diventare “Galleria” e “Museo d’Arte Contemporanea”, nonché “Centro per la Ricerca, le Arti e il Dialogo Culturale” della Diocesi di Trapani, una nuova realtà voluta dal vescovo per il quale ha designato l’attuale vicario generale don Liborio Palmeri che della Chiesa è rettore già da alcuni anni.
“Nel 1574, anno funestato dalla peste, era stato costruito un piccolo oratorio nei pressi dell’ospedale Sant’Antonio (oggi Palazzo Lucatelli) dedicato a san Rocco – spiega don Palmeri – . Nel 1589 alcuni frati scalzi, nati al seguito di Giacomo da Gubbio, provenienti da Martogna e sottoposti, per ordine pontificio, alla regola del Terzo Ordine Francescano, dopo aver occupato alcune case intorno ad esso, prendono la cura dell’oratorio, che cominciano a trasformare in una vera e propria chiesa, mentre costruiscono contemporaneamente il loro convento, probabilmente per svolgere più agilmente il loro servizio di cura spirituale degli ammalati. Nel Settecento, come fu di quel secolo, anche la chiesa di San Rocco viene ricostruita con l’imponenza di 12 nuove colonne secondo il progetto dell’architetto don Paolo Rizzo. Nel 1866 lo Stato incamera il bene e lo cede in uso all’Amministrazione Provinciale, che, nel 1878, lo trasforma in Ufficio Provinciale delle Poste. Con il bombardamento della seconda guerra mondiale viene distrutto il convento e decapitata la chiesa, che perde l’abside e il transetto (oggi via Carlo Guida). Forse a questo punto la chiesa – aggiunge – viene tagliata da un solaio per la creazione di un primo piano e arricchita di un secondo piano. Ma ormai le vestigia esterne della chiesa sono perdute, si vede invece un palazzo, dove la Provincia insedia l’Ufficio di igiene e profilassi, nonché varie scuole, il “Calvino” e qualche classe del Liceo Classico, uffici comunali e l’uso per attività culturali ed artistiche nell’androne. Infine, poiché viene riconosciuta la personalità giuridica della chiesa il 19 marzo del 1959, essa viene restituita all’Autorità Ecclesiastica. Ed eccoci, ora San Rocco ritorna ad essere chiesa – conclude il vicario generale – con le sontuose colonne del Settecento incastrate nelle mura del palazzo e con le dimensioni del primitivo oratorio; ma, nel tempo ha mantenuto tre caratteristiche: curare (con i francescani, con l’ufficio di igiene e profilassi)), istruire le menti (con le scuole), stupire (con l’arte). CURARE, ISTRUIRE, STUPIRE L’ANIMA, ECCO LA MISSIONE DEL SAN ROCCO!”

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