Trapani: Birgi, schiarite sul futuro

    Si chiude sempre più il cerchio attorno al rilancio dell’aeroporto di Trapani Birgi. Dopo lo stanziamento economico della Regione, che ha rilevato le quote del 49 per cento della Provincia regionale di Trapani in via di dismissione, anche la Camera di Commercio di Trapani ha deciso di aderire all’aumento di capitale sociale stabilito dall’assemblea straordinaria di Airgest, la società di gestione dell’aeroporto trapanese, tenutasi il 16 settembre scorso. La Camera sottoscriverà 37.776 nuove azioni per una spesa di 36.264,96 euro. E sempre l’organismo camerale, inoltre, aderirà con un suo contributo di 250 mila euro al progetto di finanziamento dell’attività di promozione, in fase di studio, tra la stessa Camera, l’Airgest ed i Comuni della provincia di Trapani. “La Giunta, che rappresenta tutti i settori produttivi della provincia di Trapani, – ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Trapani Giuseppe Pace – ha dato assoluta priorità al potenziamento dell’aeroporto Vincenzo Florio, che con il suo notevole flusso di passeggeri contribuisce alla crescita economica dell’intero comprensorio. Con questo atto la Camera Commercio di Trapani sta facendo la sua parte per salvaguardare il nostro scalo aeroportuale, dando una concreta prospettiva di sviluppo al territorio”. L’aumento di capitale è stato deliberato anche dalla Provincia che dovrà coordinarsi con la Regione. Il governo Crocetta ha approvato un atto d’indirizzo che ufficializza la sua volontà di acquistare il 49 per cento delle azioni dell’Airgest che finora sono state dell’amministrazione di Palazzo Riccio di Morana. Il resto delle azioni (49 per cento) è nelle mani dei privati. L’intervento della Regione è stato messo in discussione dall’ex deputato regionale Livio Marrocco che ha scritto una lettera aperta sul futuro di Birgi: “Mamma Regione, certo non naviga nell’oro, lo sappiamo. Ma allora perché accaparrarsi le quote di Airgest se poi non ha i soldi per investire? Forse per qualche speculazione?”. Marrocco, di fronte al passo indietro della Provincia, avrebbe preferito lasciare l’aeroporto nelle mani della parte privata: “Forse l’unica via d’uscita .- ha scritto – era la vendita ai privati di questo fatidico 49 per cento, visti i chiari di luna dell’apparato pubblico. Almeno loro, che hanno come obiettivo il profitto, non si sarebbero certo fatti scappare il rinnovo con Ryanair”. La nuova intesa con la compagnia aerea irlandese rimane il vero nodo da sciogliere. Il contratto scade a marzo 2014, ma è in questi giorni che va formalizzato. Le decisioni della Camera di Commercio rendono il percorso più agibile ma sono ancora tante le incognite sul futuro di Birgi.