Trapani: Birgi, avanza lo spettro della guerra?

0
439

Se nella notte tra domani e venerdì vedrete sorvolare caccia e f 16 sopra la vostra testa nei pressi di Birgi non abbiate paura: tutto programmato e soprattutto nulla a che fare con la guerra in Siria. Almeno questo è il messaggio dell’Enac, l’ente nazionale di Aviazione civile, che mette le mani avanti e mette i puntini sulle i. In tanti però storcono il muso: solo una casualità l’esercitazione in questo periodo? Oppure, come ventilato da molti addetti ai lavori e non, aleggia lo spettro di un coinvolgimento della base militare dello scalo trapanese nei venti di guerra siriani, nonostante le continue smentite in merito? Difficile oggi rispondere con assoluta certezza anche perché la diplomazia impone in casi come questi, anche per la delicatezza del tema, di essere molto cauti e soprattutto infondere certezze e sicurezze. E probabilmente proprio per questo l’Enac ha voluto anticipare tutti annunciando questa esercitazione notturna denominata “Nexus 2013″. Secondo l’ente nazionale questa iniziativa ha lo scopo di testare il nuovo Piano di Emergenza aeroportuale in un macro evento di natura aeronautica, all’interno dell’aeroporto e del suo spazio aereo. L’esercitazione “Nexus” coinvolgerà tutti i soggetti che, a vario titolo, concorrono nelle operazioni di soccorso e protezione civile e sarà limitata al primo livello della catena di comando e controllo previsto nel Piano di Emergenza, alla luce della direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento di Protezione Civile – “Indicazioni per il coordinamento operativo delle emergenze” del 27 gennaio 2012. “Pertanto – si legge nella nota dell’Enac – il dispiegamento di ingenti e inusuali forze di primo intervento e soccorso per quella data, rientra nel programma di esercitazioni e ha solo la finalità di verificare il funzionamento del sistema nel suo complesso, nell’ottica del coordinamento delle azioni da parte dei soggetti pubblici e privati coinvolti nelle operazioni”. Ma c’è tanta paura anche perché ancora a Trapani ci si lecca le ferite per la spedizione di guerra in Libia che portò all’occupazione quasi totale dell’aeroporto di Birgi per uso militare. I danni, secondo le organizzazioni di categoria, furono ingenti: ad essere calcolati qualcosa come una mancata ricchezza per il territorio di circa 10 milioni di euro. Una stima fatta sulla base del blocco quasi totale dei voli civili che imposero a Ryanair di fare scalo a Palermo o Catania, con conseguenze dirette quindi anche per il turismo. L’Airgest, la società di gestione dell’aeroporto, calcolò in 100 mila euro i danni per ogni giorno di occupazione dello scalo. Ci fu inevitabile calo quindi anche delle presenze registrate a Trapani: quindi a rimanere fermo anche l’indotto turistico, alberghi e ristorazione in primis.