Trapani, Auxilium non è “condominio proprio”. Attacco di UIL e CGIL

Non è la prima volta che i sindacati si rendono protagonisti di un duro scontro con i vertici della Fondazione Auxilium di Trapani. Era già accaduto  nella primavera del 2016 con Cisl e UIL che lamentavano come nella struttura di riabilitazione, di fondamentale importanza per il territorio, non venissero rispettati  i principi della meritocrazia e della condivisione delle scelte. Era il periodo in cui l’Auxilium, fondazione che fa riferimento alla curia di Trapani, era guidata dal cognato dell’ex vescovo Francesco Miccichè, poi finiti entrambi in bufere giudiziarie. A distanza di 4 anni Giorgio Macaddino della Uil torna alla carica e questa volta con al fianco Enzo Milazzo della CGIL.  Al centro del durissimo documento c’è la gestione degli orari di lavoro del nuovo e moderno centro di riabilitazione inaugurato in via Orlandini e costato diversi milioni di euro, interamente finanziati dalle casse pubbliche, e l’avvicendamento del direttore sanitario Vito Grammatico, forse silurato per chissà quali motivi. “Ci chiediamo come organizzazioni sindacali – scrivono Macaddino e Milazzo – cosa mai la governance della fondazione Auxlium stia ritornando indietro, negli anni in cui la gestione di forza lavoro e utenti lasciava molto a desiderare. Il nuovo consiglio di amministrazione, che sembrava avere un passo diverso, un approccio sobrio e responsabile,  quasi repentinamente ha assunto atteggiamenti a dir poco discutibili, – affermano UIL e CGIL – con procedure che stridono con le corrette relazioni sindacali; adozioni di provvedimenti che vanno di pari passo con l’arroganza; deriva verso le più puerili pratiche di onnipotenza che sfociano in una sorta di delirio accecante”. I sindacati denunciano anche,  riservandosi di percorrere tutte le strade democratiche, il reiterare di provvedimenti che ledono la dignità dei lavoratori. Tra queste l’iniziativa, definita nefasta,  di installare delle telecamere nel tentativo di monitorare perfino il respiro degli operatori. “Questo è il segno – sostengono CGIL e UIL – che qualcuno pensa di gestire una fondazione, che riceve tramite una convenzione con l’Asp di Trapani una delle più onerose commesse, come se fosse il condominio di casa propria. Abbiamo dovuto quindi alzare l’asticella del confronto facendo intervenire le autorità competenti per far smontare ed adeguare il progetto per la video sorveglianza. Per non parlare del nuovo orario di lavoro che, seppur prerogativa della fondazione, riteniamo del tutto inadeguato per i disagi creati alle famiglie nonché ai lavoratori stessi che,  dall’oggi al domani vedono stravolte le loro necessità. La dura lettera dei sindacalisti si conclude anche con altri dubbi. Perché mai le finestre del centro di riabilitazione perennemente chiuse a chiave e gli operatori, per aprirle, necessitano addirittura di una particolare autorizzazione? E cosa avrebbe indotto un galantuomo e competente professionista Auxilium?