Tragedia nella tragedia, muore fratello di ragazza violentata. Il giovane era stato calunniato dal padre-orco

Diventa sempre più triste, e anche tragica, la storia di una famiglia alcamese finita alla ribalta delle cronache per l’inqualificabile comportamento di un padre orco e di una madre degenerata che abusavano sessualmente della figlia di soli 13 anni. I due coniugi vennero poi condannati rispettivamente a 12 anni e 6 mesi e a 10anni e due mesi. Fra coloro che raccolsero le dichiarazioni della ragazzina e che si schierarono contro l’uomo di 60 anni, ci furono anche i tre fratelli della giovane vittima. Adesso uno dei tre, è deceduto per un tumore fulminante mentre si trovava a Messina.

La vicenda diventa ancora più triste perché il padre-orco, l’alcamese A.A. oggi di di 62 anni, dal carcere Pagliarelli dove si trova detenuto aveva inviato una lettera alla Procura contenente accuse infamanti a carico del figlio, adesso scomparso. Il padre nella missiva sosteneva di essere estraneo alle violenze sessuali nei confronti della figlia minorenne e che invece il colpevole fosse proprio il figlio. Il GIP ha dato quindi incarico ad una psicologa consulente del tribunale di sentire nuovamente la ragazza, attualmente residente in una casa-protetta, che ha escluso categoricamente le accuse nei confronti non solo di uno ma di tutti e tre i fratelli, ribadendo invece che furono soltanto i genitori, anche la madre M.F.P, adesso 57enne,  a perpetrare le violenze.

Il povero fratello, poco prima di morire, si era costituito parte civile contro il padre-orco, rappresentato dall’avvocato Mary Mollica, per il reato di calunnie. Una quindicina di giorni fa il sessantaduenne è stato quindi rinviato a giudizio proprio per l’infondatezza delle accuse al figlio e quindi per calunnia. Una situazione familiare certamente poco allegra, anche dal punto di vista economico. La famiglia, infatti, non riesce a sostenere le spese per il trasferimento della salma da Messina ad Alcamo ed ha avviato una raccolta fondi facendo anche un giro porta a porta per il vicinato. Coloro che volessero aiutare i familiari coinvolti, loro malgrado, in questa triste e tragica storia, potranno farlo portando le loro offerte all’agenzia di onoranze funebri Labita di corso VI Aprile.