In Sicilia tornano a crescere le morti sul lavoro. A dirlo sono i dati dell’INAIL, che fotografano un primo semestre del 2025 segnato da 43 denunce di infortunio mortale, in aumento rispetto alle 41 dello stesso periodo del 2024. Un +4,9% che, seppur inferiore alla media nazionale – salita del 7% – non lascia tranquilli. A guidare la classifica dei settori più colpiti, la sanità e assistenza sociale, con oltre 1.100 casi. Seguono le costruzioni, che contano 833 denunce, e il commercio – inclusa la riparazione di veicoli – con quasi 800 casi. Preoccupa anche l’aumento degli infortuni in itinere, ovvero nel tragitto casa-lavoro-casa: sono stati 2.233, in crescita del 2,3% rispetto allo scorso anno. Un dato in controtendenza rispetto al calo nazionale. Le province con più denunce sono Catania con 3.815 casi, pari al 29% del totale regionale. Segnali incoraggianti arrivano, invece, dal comparto agricolo, dove si registra un calo degli infortuni di oltre il 2%. In aumento anche le denunce per malattie professionali: in Sicilia sono 866 i casi denunciati nei primi sei mesi dell’anno, oltre la metà legate a problemi osteoarticolari. Il dato regionale cresce del 7%, meno del +12% registrato nel resto d’Italia.
L’INAIL invita comunque alla prudenza: i numeri sono provvisori e soggetti a revisioni, e sarà necessario attendere il consolidamento dei dati a fine anno per avere un quadro definitivo. Una fotografia che conferma quanto sia ancora urgente intervenire sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro, con controlli più efficaci, prevenzione e formazione continua.