Tagli alle riserve naturali, l’allarme di Legambiente: rischio chiusura

Sessantotto nuovi piccoli di Caretta caretta nati sulla Spiaggia dei Conigli e che hanno guadagnato il mare grazie al personale di Legambiente che gestisce la Riserva Naturale Isola di Lampedusa e l’importante riconoscimento – il Travel Choice 2014 – assegnato da Tripadvisor alla Spiaggia dei Conigli come prima spiaggia in Europa, dopo avere persino raggiunto l’apice l’anno scorso come prima spiaggia al mondo. Risultati che confermerebbero che il modello di gestione delle riserve gestite da Legambiente è vincente e riconosciuto a livello internazionale. A fronte e nonostante questi brillanti risultati l’associazione ambientalista denuncia però che la Regione “sta tagliando drasticamente i fondi per la gestione delle riserve naturali e non eroga nemmeno quelli resi disponibili dalle due ultime finanziarie, con il personale che non percepisce lo stipendio dal mese di aprile e con il rischio ormai concreto di bloccare tutte le attività di gestione”. “Ma vi è di più – denuncia Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia– nel 2012 abbiamo presentato all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente il piano per attivare i servizi a pagamento (dal ticket d’ingresso alle visite guidate alla vendita di materiale promozionale e gadget) e nonostante vi sia una precisa previsione di legge sin dal 1999, da ben due anni dalla Regione non è arrivata alcuna risposta. E siamo costretti anche a non accettare – evidenzia Fontana- gli stessi contributi che i tanti turisti, che visitano le nostre riserve, vorrebbero liberamente concedere per il sostegno ed il potenziamento delle attività di gestione e fruizione. La verità – continua il presidente regionale di Legambiente- è che la Regione Siciliana in questi anni si è dimostrata incapace di promuovere ed alimentare le politiche ambientali, dando piena attuazione alle stesse leggi esistenti approvate dall’ARS e garantendo continuità amministrativa nella gestione degli Assessorati competenti”. Legambiente segnala che la paradossale situazione riguarderebbe molte altre importanti riserve che sono a rischio chiusura, dalle Macalube di Aragona affidata a Legambiente alle Saline di Trapani affidata al WWF, da Monte Conca affidato al Club Alpino Italiano alle Saline di Priolo affidate alla LIPU ed altre ancora. “Per il funzionamento delle 27 riserve naturali affidate ad Università ed Associazioni, certamente quelle meglio gestite – sottolinea Legambiente – -basterebbero soli 4 milioni di euro, garantendo il posto di lavoro a 90 persone. Ed invece la Regione ha tagliato immotivatamente ed in modo irrazionale i fondi del 30% rispetto al 2013. Il pericolo a paventato da Legambiente è che “rischia di essere inferto un colpo durissimo alle attività di conservazione della natura in Sicilia ed all’intero settore delle aree protette fondamentali per la promozione di un sano e sostenibile sviluppo della nostra regione basato innanzitutto sulla tutela dei beni naturali e culturali.