Storia di assoluta turpitudine ad Alcamo, Cassazione conferma colpevolezza genitori

Le pesanti pene a marito e moglie, per violenza sessuale sulla figlia, erano state confermate anche in appello. Adesso la Cassazione ha posto fine alla vicenda giudiziaria relativa alla turpe e inquietante storia venuta a galla, ad Alcamo, circa tre anni fa. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai legali della coppia, il marito sessantunenne e la moglie di 56 anni. I due alcamesi ‘genitori orchi’ sono stati anzi condannati al pagamento, oltre che delle spese processuali e legali, anche del risarcimento danni in favore della vittima e degli altri figli maschi, uno dei quali recentemente deceduto per una atroce malattia.

Tutto cominciò quando la ragazzina, che oggi ha 17 anni ed è
ospite di una comunità alloggio, decise di denunciare ciò che andava
avanti da tempo: ‘Papà e mamma – aveva detto alla Polizia – entrano nudi nel mio letto’. La vittima aveva da poco compiuto 14 anni e da tempo era costretta a subire le violenze sessuali commesse ai suoi danni dai genitori. Arrivò poi il processo e le condanne confermate anche in appello: 12 anni e sei mesi per il padre, A.A. le iniziali; 10 anni e due mesi per la madre, M.F.P.

Un cammino processuale che mai ha rischiato di cambiare rotta. Gli avvocati Giovanna Melodia, difensore della vittima, Mary Mollica e Caterina Camarda, legali degli altri fratelli, sono sempre riusciti a far valere le loro ragioni. D’altro canto la vicenda fin dall’inizio è
apparsa di assoluta turpitudine. I vari gradi giudizio lo hanno confermato ed ora la Cassazione ha messo il punto finale. Si attendono comunque ancora le decisioni del tribunale civile sull’ammontare dei risarcimenti.