‘StarTex’ offre il tessuto per le mascherine, Marzia Patti attiva il territorio

Soltanto la buona volontà e l’operosità dei siciliani, assieme allo spirito di iniziativa che arriva da ogniddove, senza alcun colore politico, può dare un contributo importante, se non essenziale, ad uscire fuori da questa tremenda crisi sanitaria, con la minore quantità possibile di danni.  Su questa lunghezza d’onde si inserisce l’iniziativa di Marzia Patti, consigliere comunale di Trapani, che necessita però adesso della collaborazione da parte di sarte e piccole aziende.

L’esponete del parlamentino trapanese, dopo avere sentito telefonicamente e ottenuto anche la collaborazione dell’assessore De Vincenzi del Comune di Erice, della consigliera Marika Oddo di Valderice, dell’assessore Angileri di Paceco, di Valentina Sanclemente del Comune di Custonaci, è riuscita a prendere contatti con l’azienda di ingrosso tessuti StarTex di Calatabiano, tramite proprio  l’assessore della cittadina etnea Stefano Brianni, per ottenere il tessuto idoneo (il TTR) alla realizzazione di mascherine di protezione. L’azienda tessile, infatti, nei giorni scorsi aveva annunciato di essere pronta a donare questo topo di stoffa alle sarte e alle associazioni di volontariato della Sicilia.

Si tratta di un tessuto capace di contenere nel migliore dei modi le goccioline di saliva, proprio ciò che rappresenta il principale veicolatore dell’epidemia. “Il TTR – ha assicurato Marzia Patti – verrà consegnato gratuitamente nei prossimi giorni”. Per questo gli amministratori coinvolti nell’iniziativa e rappresentanti dei comuni di Trapani, Erice, Paceco, Custonaci e Valderice hanno lanciato un forte appello alle sarte, agli artigiani di piccole imprese e a tutti i cittadini dei territori rappresentati affinché diano, secondo le loro capacità ma con grande disponibilità verso il prossimo, un reale e concreto aiuto a realizzare le mascherine e poi a distribuirle gratuitamente a chi ne ha veramente bisogno.

L’obiettivo è quello di raggiungere quante più persone possibili tra quelle che lavorano nei supermercati, nelle forze dell’ordine, nella protezione civile, nella polizia municipale, nella sanità pubblica ma anche coloro che sono affetti da patologie croniche o che hanno difese immunitarie basse.